La Lupa spalanca le fauci e Ignazio Marino si fa subito agnellino

Lo slogan pubblicitario non sembra in effetti dei più opportuni in tempi di violenze negli stadi e di teppisti scatenati. Ma la risposta del sindaco Marino è stata il solito capolavoro di reticenza e insignificanza: ma, forse, mi pare, qui lo dico e qui lo nego, sia chiaro che non ce l’ho con nessuno… Roma non merita davvero un primo cittadino che non conosce la città a lui (malauguratamente) affidata e che non sa parlare alle varie fasce della realtà metropolitana.

È accaduto che la campagna abbonamenti della Roma abbia destato varie perplessità nei settori di opinione più sensibili al dilagare dei balordi in mezzo alle manifestazioni calcistiche. «La caccia ricomincia. Unisciti al branco», recita lo slogan, a corredo di un’immagine piuttosto aggressiva: uno stadio rappresentato tra le fauci di un lupo (anzi, di una lupa). Si poteva decisamente fare di meglio. Tant’è: un consigliere di maggioranza, Luca Giansanti, amico del sindaco, affida la sua critica a un post su Facebook: «È opportuno che l’azienda pubblica di trasporto di Roma ospiti sui suoi mezzi la pubblicità della campagna abbonamenti dell’As Roma, che nello slogan incita alla caccia e al branco? Siamo sicuri che il messaggio sia educativo e appropriato?». Una tifosa della Roma ci rimane male e chiede immediate spiegazioni al sindaco. Il poveretto è preso evidentemente dal panico, stretto dalla necessità di sostenere la presa di posizione di un consigliere della sua maggioranza, da un lato, e di non scontentare la fascia più accesa dei tifosi romanisti, dall’altra. Ecco allora che dalla sua fervida fantasia esce questa tremebonda e insignificante dichiarazione: «La campagna pubblicitaria della As Roma è stata criticata perché c’era un riferimento al branco che poteva far pensare ad episodi di violenza. Molti di noi hanno ritenuto che forse non era il vocabolo più adatto». A riequilibrare questa “ardita” e “scioccante” dichiarazione, il sindaco si affretta a precisare che , nelle parole del suo consigliere non c’era nulla «contro la Roma o la Lupa». Così il prode Ignazio è riuscito, con una sola dichiarazione, a scontentare  tutti, romanisti e non, calciofili e anticalciofili, benpensanti e malpensanti. Si tratta l’ennesima dell’ennesima gaffe e dell’ennesima goffaggine di quello che rimarrà sicuramente alla storia come il sindaco meno amato dai romani.