La lotta contro i “cafoni” prende piede anche in Spagna: tolleranza zero a Barcellona, stop follie

La lotta contro i “cafoni” si diffonde a macchia d’olio. Non solo in Italia, dove sono state prese molte iniziative accompagnate però da polemiche e accuse di intolleranza. L’ultima notizia arriva direttamente dalla Spagna. Anzi, da una delle città più famose, ricca di monumenti e al tempo stesso di modernità: Barcellona. Per far fronte alle proteste degli abitanti contro il turismo selvaggio e “cafone”, il sindaco  Xavier Trias ha promesso tolleranza zero nei confronti dei proprietari degli appartamenti affittati illegalmente ai turisti. «Saranno chiusi gli appartamenti illegali e useremo mano dura contro i proprietari di case che fanno imbrogli», ha assicurato Trias in dichiarazioni alla emittente Rac 1. Nel commentare la riunione avuta con le associazioni di residenti, che da giorni protestano contro il turismo de borrachera, da ubriacatura, Trias ha annunciato che, dopo le ispezioni avviate dai tecnici comunali, sono stati sequestrati 33 appartamenti ceduti illegalmente a turisti, mentre per altri 24 è stato avviato l’iter sanzionatorio. Per il sindaco di CiU, il modello turistico di Barcellona «non è quello di chi arriva nella città per fare follie, ma quello culturale, il turismo congressuale e di chi viene a divertirsi, ma con ordine e moderazione». Da parte loro, le associazioni di residenti hanno confermato le manifestazioni di protesta contro i turisti che invadono senza rispetto il quartiere, ma anche contro «la speculazione immobiliare, che punta ad espellere gli abitanti dalla Barceloneta», provocandone la progressiva perdita di identità, secondo quanto segnala la Federazione delle associazioni dei residenti.