La crisi colpisce le botteghe ma svuota anche i supermercati. A picco i consumi di alimenti

Alla faccia dell’effetto traino promesso da Renzi con l’operazione “80 euro”, la stretta sui consumi si fa sentire dappertutto e a giugno gli affari vanno male anche per la grande distribuzione (-1,3% su base annua), anche se ad accusare il colpo più duro sono sempre i piccoli negozi, le botteghe di quartiere (-3,9%). Lo rileva l’Istat, che registra un deciso ribasso delle vendite al dettaglio anche nei supermercati (-2,5%). Ancora per una volta invece risultano salvi i discount (+0,5%).  “Un bilancio negativo su molti fronti”, così, spiega l’Istat, si chiudono i primi sei mesi del 2014 per il commercio al dettaglio, cartina tornasole dei consumi. Tra gennaio e giugno, infatti, l’Istituto ha registrato una diminuzione delle vendite dell’1,0% rispetto allo stesso periodo del 2013, con cali dello 0,7% per l’alimentare e dell’1,1% per il resto dei comparti. A giugno le vendite al dettaglio nel comparto alimentare si mantengono appena sopra lo zero su base mensile, registrando un +0,1%, mentre scendono nel confronto annuo, con un ribasso del 2,4%. Lo rileva l’Istat. Ma ancora peggio va per il resto dei settori (-0,1% congiunturale e -2,8% tendenziale). In realtà tutte le principali voci monitorate dall’Istat risultano in territorio negativo. E non sono esclusi i farmaci (-2,9% annuo) e l’abbigliamento (-2,3%). Brutte notizie anche dalle vendite al dettaglio, che a giugno restano ferme rispetto a maggio, registrando una crescita zero, mentre scendono del 2,6% su base annua.