La burla del governo: boccia il taglio delle “pensioni d’oro” e saccheggia quelle più basse

Si arroventa il dibattito sui tagli alle pensioni, l’extrema ratio cui vorrebbe arrivare il governo Renzi per rimediare alle previsioni economiche sballate . “Vergogna Renzi fa il debole con i forti e il forte con i deboli”, è il primo commento di  Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia-An, che ribadisce il concetto su twitter con due messaggi consecutivi. “Vergogna Renzi. Il Pd ha votato contro la nostra proposta di revoca delle pensioni da 90.000 euro al mese e ora vuole tagliare quelle da 1.800 euro”, osserva nel primo messaggio. Poi aggiunge in quello successivo: “Renzi debole con i forti e forte con i deboli. Ha difeso le pensioni d’oro e ora vuole tagliare quelle medio basse. Ma che sinistra siete??”. Si sa che mettere le mani in tasca ai pensionati è sempre la tentazione più facile per chi è a corto di misure veramente strutturali e coraggiose. Solo che di questi tempi il termine “pensioni d’oro” è più ambiguo e anzi, si parla di vaghe “pensioni alte”. Poi quando sentiamo parlare di “asticella” allora è chiara la presa in giro. Si pronuncia taglio alle pensioni ma si pronuncia esproprio bello e buono verso chi ha i redditi bassi. Oggi infatti le pensioni sono calcolate accora con il metodo retributivo per il 98%: un nuovo balzello peserebbe su quai tutte, mettendo nel calderone dei tartassati sia i Paperoni sia chi supera appena i 1.800 euro.

Parla chiaro Giorgia Meloni, che aveva presentato una proposta ad hoc, fissando un tetto credibile a 5000 euro. Fu una battaglia appassionata e solitaria quella di Fratelli d’Italia che fu poi affossata in Parlamento: «Il tema delle pensioni d’oro è stato lungamente dibattuto alla Camera grazie alla proposta di Fratelli d’Italia di revocarle, assieme ai vitalizi, e di procedere al ricalcolo col metodo contributivo della parte eccedente 10 volte la pensione minima. La proposta però è stata bocciata e insabbiata in Parlamento dalla quasi totalità dei partiti politici, con il Pd di Renzi in testa», ricorda la Meloni. La morale è che si sta tentando di prendere in giro gli italiani  perché «questa maggioranza ha dimostrato di non aver alcuna intenzione di toccare i privilegi esistenti». Morale: si scrive pensioni d’oro, ma si punta alle pensioni tout-court. «Anche perché stando alla proposta del ministro nella migliore delle ipotesi si arriverebbe a un contributo di solidarietà di bassa entità che andrebbe a colpire indifferentemente chi un’elevata pensione l’ha meritata pagando i contributi e chi invece la percepisce in virtù delle leggi truffaldine della prima repubblica. Se il governo volesse veramente fare un’azione concreta e non la solita demagogia dovrebbe avere il coraggio di riprendere questa proposta, l’unica per il momento in grado di tutelare le pensioni medio-basse..