La Boldrini in versione scout: «Amate il diverso da voi». Come lei, regina dell’ideologismo di sinistra

Lo scoutismo è il suo regno, le ricorda l’infanzia felice a Jesi quando giocava a fare la piccola esploratrice con i calzettoni alle ginocchia.  Logico che al raduno dei “bambini vestiti da cretini” abbia riassaporato anche il suo passato di volontariato (esibito un po’ troppo come una medaglia al valore). Abbandonati i panni della terza carica dello Stato, jeans e t-shirt bianca, Laura Boldrini è intervenuta alla tavola rotonda con gli scout contro la violenza di genere (uno degli argomenti che predilige) nell’ambito della Route nazionale Agesci a San Rossore, in provincia di Pisa. «Questi sono gli anni in cui si sceglie se essere indifferenti oppure consapevoli – ha arringato i ragazzi – voi avete scelto di essere consapevoli, di non pensare solo ai vostri bisogni materiali, ma vi siete dedicati agli altri e quindi possiamo dire che siete senz’altro la migliore gioventù. E sono contenta di parlare di donne insieme a voi che avete scelto di essere partecipi in questa battaglia contro la violenza e per l’emancipazione femminile nel mondo». A corto di riflettori con la Camera chiusa fino a settembre, la first lady di Montecitorio tiene banco come può, distillando perle di saggezza a metà strada tra l’ovvietà e la retorica qualunquista con il consueto retrogusto ideologico. «Io vi invito ad amare l’altro, il diverso da voi: questo arricchirà voi più che l’altro perché dal confronto e dalle differenze nasce qualcosa di straordinario. La storia ce lo insegna». Cambia il contesto ma non cambiano i suoi pallini (oggi manifestati con un afflato quasi curiale), un’ossessione che la consegneranno ai posteri più per le sue gaffe e le prese di posizione da militante di Sel che per gli interventi istituzionali. Il rispetto per gli altri? Il valore della diversità? Magnifico, peccato che la Boldrini non brilli esattamente per tolleranza.. Nel corso del suo mandato se l’è presa un po’ con tutti, a partire dall’odioso macho italiano («Quando una donna riveste incarichi pubblici si scatena contro di lei l’aggressione sessista»). E ancora con Miss Italia (non mandare in onda la finale «è una scelta moderna e civile…») e poi con l’orrida famiglia tradizionale («Non può essere concepito normale uno spot in cui i bambini e il papà sono tutti seduti e la mamma serve a tavola. In quale altro paese questo verrebbe tollerato?»), e ancora con gli internauti grillini che ha definito «potenziali stupratori». Un esempio di raro equilibrio per i giovani scout. Neppure a dirlo, dopo la Boldrini anche Matteo Renzi si è precipitato al raduno dove si è aggirato alla guida di un’auto elettrica dell’Agesci insieme alla moglie Agnese. «A sorpresa», scrivono le agenzie di stampa. Ma quando mai. L’intervento del premier è stato annunciato da almeno una settimana.