Jihadisti tunisini confluiranno in Siria e Iraq per isituire il “Califfato islamico” che convertirà tutto il Medio Oriente

I miliziani tunisini jihadisti di Ansar al Sharja, che da mesi tengono in scacco esercito e forze di sicurezza della Tunisia, a breve si uniranno ai loro compagni di fede sunnita che combattono tra Iraq e Siria per istituire un Califfato da cui fare partire l’attacco per conquistare all’islam integralista altri Paesi della regione e, poi, chissà cos’altro. È quanto ha chiesto Kamel Zarrouk, considerato il capo militare di Ansar al Sharja tunisina, tanto da essere accusato d’essere stato lo stratega dell’assalto sanguinoso del settembre di due anni fa all’ambasciata statunitense di Tunisi. Zarrouk (dopo essere fuggito da Tunisi indossando un niqab) dovrebbe trovarsi in Libano, accanto al capo politico ed ideologico del gruppo, Abu Iyad. L’estremista ha lanciato un appello audio, che da giovedì mattina rimbalza sui social network e con il quale ha invitato i suoi miliziani ad abbandonare la Tunisia per raggiungere, in Iraq e in Siria, le milizie sunnite e, solo quando la vittoria sarà stata ottenuta, tornare in Patria per finire l’opera. Il messaggio della durata di dieci minuti, forse registrato significativamente dopo la fine del mese sacro di Ramadan, invita i miliziani a lasciare la Tunisia, «terra piena di ingiustizie e di laici, liberali, gauchisti e partiti diabolici», e porta l’ennesimo attacco al primo presidente tunisino, Bourghiba, definito «il miscredente e criminale che ha pervertito il Paese». Da qui l’invito – che visto lo spessore del personaggio è molto vicino all’essere una direttiva – agli jihadisti ad andare in Iraq e Siria. «Perché – dice Zarrouk rivolgendosi ai miliziani – restare in Tunisia, dove non c’è che peccato e perversione?». Il discorso di Zarrouk – che a tratti sconfina in considerazioni teologiche dalle quali emerge la sua visione takfirista (una delle correnti più estremiste dell’Islam) – al di là delle sue finalità, appare di notevole importanza se lo si colloca nelle dinamiche che, in questi ultimi mesi, sembrano animare il dibattito in seno all’internazionale jihadista. L’invito di Zarrouk segna, indubbiamente, l’adesione di Ansar al Sharja tunisina al più vasto disegno del califfato (entità di cui peraltro il gruppo persegue l’attuazione nella stessa Tunisia), saldando così finalità e progetti dei combattenti sunniti, ormai fortemente condizionati da salafismo e takfirismo. Ma lo stesso invito sottolinea come la partita che si sta giocando in Iraq e Siria prevale, in termini di importanza, rispetto alle altre. Così da indurre Ansar al Sharija tunisina – che pure nelle ultime settimane ha intensificato attacchi ed attentati – a mettere da parte i “progetti” nazionali per aiutare i sunniti di Iraq e Siria a concretizzare il loro sogno egemonico.