In Francia come in Italia: la sinistra incollata alle poltrone. Marine Le Pen: «Si torni al voto»

Una sceneggiata che ha molto in comune con le sceneggiate politiche alle quali abbiamo assistito in Italia. I protagonisti in Francia – come da noi – sono sempre loro, gli esponenti del centrosinistra. Che, anche di fronte all’evidenza, fanno di tutto per conservare ruoli e poltrone, nonché per fuggire al voto. La vicenda: il premier francese Manuel Valls si è dimesso ma il presidente François Hollande gli ha dato di nuovo l’incarico e lui si è messo subito al lavoro per formare il nuovo governo. Più o meno quel che è accaduto spesso in Italia, dopo ribaltoni e “golpe bianchi”. Alla sceneggiata ha risposto Marine Le Pen, lanciando un appello a sciogliere il Parlamento francese. Dall’Ump al Ps, «i governi si succedono l’uno dopo l’altro, ma le politiche non cambiano. In queste condizioni, è più che mai necessario ridare la parola ai francesi e sciogliere l’Assemblea nazionale», ha scritto la leader Front National. Le dimissioni del governo Valls, secondo la Le Pen, «dimostrano ancora una volta le divisioni interne alla maggioranza socialista e l’incapacità del primo ministro e del presidente della Repubblica ad ottenere il sostegno del proprio campo. Il prossimo governo, diretto dagli stessi uomini – ha scritto ancora – resterà, come i precedenti, un governo tecnico di sottomissione all’Unione europea, incaricato a portare avanti una politica già diverse volte respinta dai francesi».

Per Valls si è trattato della prima crisi di governo dopo la sua nomina a marzo, seguita alle dimissioni di Jean-Marc Ayrault, dopo il disastro elettorale della sinistra alle elezioni amministrative. Nel governo, il principale alleato di Montebourg è il ministro dell’Educazione nazionale, Benoit Hamon, che si è allineato sulle posizioni del ministro dell’Economia.