Immigrazione, un ministro bavarese si scaglia contro l’Italia e accusa Alfano: «Pochi controlli»

L’Italia deve fronteggiare da sola l’invasione degli immigrati. Occuparsi della loro permanenza e accoglierli. Ma dalla Baviera arriva una reprimenda ad Angelino Alfano sulla mancata applicazione delle norme in tema di rifugiati. «È piuttosto sfacciato che il ministro dell’Interno Alfano – ha detto il ministro degli Interni bavarese, Joachim Hermann – da una parte lamenti l’alto peso derivante dall’arrivo (in Italia) dei rifugiati attraverso il Mediterraneo, mentre dall’altra non si curi di rispettare le disposizioni europee in materia d’asilo». C’era d’aspettarselo: l’Italia di Renzi non ha alcun peso politico internazionale, malgrado dal primo luglio presieda il Consiglio dell’Ue. Un fallimento in politica estera. Basti pensare che il premier è stato eletto con il 40% dei consensi perché aveva promesso di cambiare i parametri di Mastricht, di ammorbidire l’Ue a trovare soluzioni per affrontare la crisi causata dall’invasione degli immigrati. Nulla di tutto ciò è avvenuto e negli ultimi due giorni abbiamo dovuto incassare l’esclusione dal vertice sull’Ucraina e la bocciatura dell’Ue in materia di immigrazione, con il “no ad aiuti” sul. Frontex. Ora arriva il duro attacco della Baviera.

Il ministro Hermann ha ricordato alla Dpa come le norme europee «prevedano che il primo Paese dove i rifugiati entrano (nell’Ue) sia responsabile per il procedimento d’asilo». Saltando la procedura di identificazione, ha considerato Hermann, Roma evita che i rifugiati sbarcati sulle coste italiane possano essere rimandati in Italia se identificati in un altro Paese dell’Unione. Secondo il ministro, ripetutamente, negli ultimi mesi, la polizia bavarese e quella austriaca hanno reso noti casi di rifugiati fermati mentre tentavano di entrare nei rispettivi Paesi senza i documenti necessari. Il governo bavarese giovedì ha registrato un nuovo record: 319 richieste d’asilo in un giorno solo. Il politico bavarese ha poi puntato il dito contro quella che vede come una ”discrepanza” nei numeri ufficiali: in Germania nel 2013 sono state presentate oltre 126mila richieste d’asilo, mentre in Italia solo 27930. Secondo i numeri dell’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu l’anno scorso sono arrivati sulle coste italiane oltre 60mila rifugiati. «Anche gli altri Stati dell’Unione per questo possono chiedere all’Italia la relativa solidarietà, cioè il rispetto del sistema comune d’asilo europeo su cui i Paesi dell’Unione si sono accordati», ha attaccato ancora Herrmann. «Ciò vale ancora di più oggi, considerato che le crisi in Medio Oriente e la brutale violenza dell’Isis in Iraq farà aumentare la pressione dei rifugiati sull’Europa», ha concluso il ministro del partito cristianosociale Csu, gemello della Cdu della cancelliera Angela Merkel. Un tema caldo quello della gestione degli sbarchi che continua a provocare accese polemiche anche in casa nostra. «In Italia – ha detto Matteo Salvini, leader della Lega Nord, ad Agorà, su Rai Tre – sono arrivate centomila persone. Meno del 50% sono realmente rifugiati, più della metà non hanno status particolari. Gente che viene accolta in hotel a tre stelle, ma in Italia chissenefrega di quattro milioni di disoccupati. Più della metà di questa gente sono immigrati clandestini, e chi ci garantisce che poi qualcuno di questi non si farà esplodere da qualche parte?».