Immigrazione, siamo nei guai fino al collo. Le anime belle della sinistra si facciano un esame di coscienza

Troppi errori sono stati commessi. Anzi, troppi errori ha commesso la sinistra, il suo buonismo, la sua demagogia. Le “anime belle” del Pd, pronte a fare dell’accoglienza uno spot propagandistico ed elettorale, hanno spalancato le porte a tutto e a tutti, senza nemmeno valutare il rischio. Sulle nostre coste è sbarcato chiunque, senza un controllo, senza nemmeno avere la certezza dell’identità. Molti sono giunti e hanno detto di chiamarsi con il primo nome che gli veniva in mente, meglio camuffarsi, non si sa mai. E il governo è stato complice. Sì, perché – secondo la logica della sinistra – persino verificare l’impronta digitale è un segno di razzismo, bieca intolleranza, fascismo e chissà che altro. Lo stesso dicasi per il burqa. Oggi qualsiasi donna può gironzolare per le nostre strade senza mostrare nemmeno un centimetro di pelle. Ma sotto quei veli neri potrebbe nascondersi qualsiasi persona, qualsiasi terrorista o anche un semplice delinquente. Anche qui la sinistra si è opposta ai divieti, per “rispetto” delle sensibilità altrui. Le anime belle del Pd e di Sel, dalla Kyenge a Laura Boldrini (tanto per citare i casi più eclatanti) si sono limitate ad appellarsi agli italiani: «Abbracciamoli tutti», «Non chiamateli extracomunitari, chiamateli migranti» e tutte corbellerie del genere. E i rispettivi partiti le hanno fatto da eco, fino al pasticciaccio di Mare Nostrum, che ha determinato la catastrofe. Da mesi e mesi assistiamo inermi all’invasione più massiccia di immigrati che la storia italiana ricordi. E la sinistra solo ora – di fronte al pericolo Ebola – finge di preoccuparsi. La politica di accoglienza va rivista dalla prima all’ultima virgola, rivoluzionata, ribaltata. Perché oggi ci ritroviamo extracomunitari che finiscono direttamente nelle mani della malavita, altri che fanno i patti con i centri sociali, altri ancora che vivono in condizioni disastrose. E, ciliegina sulla torta, le nostre città sono diventate luoghi di reclutamento di giovani – anche italiani convertiti all’Islam – destinati a combattere in Siria o in Iraq e pronti a immolarsi per la Jihad. Le anime belle della sinistra si facciano un esame di coscienza. Meglio tardi che mai.