Il socialista Hollande chiede pietà alla Merkel: “Ti prego, aiutaci, portaci qualche quattrino”

In ginocchio dalla Merkel. Come Monti, come Letta, come Renzi. Stavolta a chiedere un po’ di misericordia (con un gruzzolo di quattrini) è il presidente socialista francese. Sì, proprio lui, François Hollande, l’idolo della sinistra nostrana che l’aveva subito considerato un punto di riferimento, l’uomo capace di riportare i progressisti alla conquista di Parigi, per poi dirgli addio per manifesto fallimento. Ora Hollande, le cui quotazioni sono al minimo storico da parecchio tempo, ha deciso di consegnarsi mani e piedi alla Cancelliera, la leader diventata un incubo per tutti gli europei. È una resa totale: «Non chiediamo alla Germania un’indulgenza qualunque, ma un sostegno più fermo alla crescita. La sua eccedenza commerciale e la sua situazione finanziaria le permettono di investire di più. È il miglior servizio che la Germania può fare alla Francia e all’Europa». In sostanza, il buon François si consegna alla Merkel in cambio di qualche soldino dato come investimento. Un colpo pesante per la sinistra, un’ulteriore caduta di immagine. Hollande ha anche sottolineato che in Europa «c’è un vero rischio deflazione: in Francia, l’inflazione non è mai stata così bassa, Se una crescita debole pesa sulle entrate fiscali, anche una inflazione debole ha conseguenze di bilancio negative sia sugli introiti sia sul debito. Molto dipenderà dal livello dell’euro che è calato in questi giorni ma ancora troppo poco. La Bundesbank è consapevole del problema, come mostra il suo auspicio di veder aumentare i salari del 3% in Germania. Quanto alla Banca centrale europea deve adottare tutte le misure necessarie per iniettare liquidità nell’economia, so che ci sta riflettendo».