Il Pil scende dello 0.2%. Mai così male da 14 anni. Giornata nera per Renzi

E alla fine i dati Istat che tutti temevano, a cominciare dal premier  Matteo Renzi, sono arrivati: il Pil dell’Italia nel secondo trimestre 2014 risulta ancora negativo, scendendo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, quando aveva segnato un calo dello 0,1%. E’ il livello più basso da 14 anni. Su base annua, invece, scende dello 0,3%. L’Italia è in recessione tecnica.La variazione acquisita del Pil per il 2014 è negativa, pari a -0,3%. Sono cifre così fosche da mettere in discussione l’intera era Renzi, con le sue slides, le mance elettorali da 80 euro, le gradassate per fingere autonomia in Europa, Goldrake e la generazione Telemaco, il Senato dei cento e il Patto del Nazareno. Le cose continuano ad andare malissimo. E bene ha fatto Confcommercio a sottolineare, irritando Renzi, che l’effetto del bonus Irpef da 80 euro sui consumi è stato nullo. A dispetto della retorica dei buoni propositi e degli slogan renziani che puntano tutto sull’ottimismo contro i “gufi” le nude cifre restituiscono con realismo una situazione di cui il ministro Padoan ha lucidamente preso atto: i dati confermano un’economia che stenta a uscire dalla recessione. A Palazzo Chigi se lo aspettavano, il dato odierno sul Pil: e ciò spiega la fretta di portare a casa la riforma del Senato per poter compensare la brutta notizia e anche la mano tesa di Renzi al principale leader dell’opposizione, Silvio Berlusconi, con il quale stamane è stato due ore a colloquio per trovare l’accordo sul nuovo Italicum.