Il miliardario Buffett acquista i cimeli dell’icona anti-apartheid Rosa Parks: vanno tramandati

Nell’America di Ferguson e del bianco contro il nero, un bianco ricco compra i cimeli di un’icona nera dei diritti civili per tramandare ai posteri il ricordo di un pezzo di storia della lotta alla discriminazione razziale negli Usa. Howard Buffett, il figlio del miliardario Warren Buffett, ha acquistato centinaia di oggetti appartenuti a Rosa Parks che per decenni erano rimasti chiusi, invisibili al pubblico, in due magazzini di Detroit e di New York.
Erede della vocazione filantropica del padre, Buffett Junior ha detto che la sua fondazione farà in modo che i cimeli – tra questi la Medaglia della Libertà presidenziale e il cappellino che la Parks aveva indossato quando nel 1955 rifiutò di cedere a un bianco il suo posto sull’autobus – vengano a un certo punto messi in mostra perché appartengono al popolo americano: «Sto cercando di preservare quel che esiste a beneficio del pubblico. Penso che Rosa Parks avrebbe disposto così. Non avrebbe certamente voluto che la sua roba restasse ad ammuffire nelle scatole mentre la gente litiga sul da farsi».
Gli oggetti appartenuti alla Parks – circa un migliaio – sono sono stati contesi per anni tra eredi ed amici dopo la morte della donna nel 2005.
La battaglia legale è durata anni e alla fine ha portato alla messa in vendita al miglior offerente dei cimeli, conservati prima nella modesta casetta di Detroit di Rosa, poi nei magazzini della casa d’aste Guernsey.
I proventi della vendita – 4,5 milioni di dollari che includono circa il 12 per cento di diritti d’asta – andranno adesso quasi interamente al Rosa and Raymond Parks Institute for Self Development, un istituto educativo e centro di ricerca fondato dalla stessa Parks a Detroit, fatto salvo un 20 per cento da dividere tra i 13 nipoti della donna che pochi mesi dopo la morte avevano fatto causa reclamando una fetta dell’eredità.
Rosa Parks è morta nel 2005 a 92 anni: è stata una delle figure femminili più amate di tutta la storia americana. Il suo arresto a Montgomery in Alabama per violazioni delle leggi razziali segnò nel 1955 un punto di svolta per il movimento dei diritti civili dei neri. Il “no” al bianco che voleva sedersi al suo posto provocò il boicottaggio dei trasporti pubblici che terminò solo 13 mesi dopo quando la Corte Suprema mise fuori legge la segregazione sugli autobus.