Gli americani avevano provato a liberare Foley. Si teme che i boia abbiano in ostaggio le due italiane

Ci avevano provato, ma senza esito. Con un blitz autorizzato dal presidente Obama, le forze speciali Usa avevano tentato all’inizio di luglio di liberare il giornalista James Foley e altri ostaggi americani detenuti in Siria dagli jihadisti dell’Isis, ma l’operazione non era andata a buon fine perché gli ostaggi non erano nel luogo in cui il commando ha fatto irruzione. La rivelazione arriva direttamente dal Pentagono, all’indomani della diffusione del terribile filmato della decapitazione di Foley. Gli Usa “di recente hanno condotto un’operazione per liberare ostaggi americani detenuti in Siria” dall’Isis, ha reso noto l’ammiraglio John Kirby, portavoce del dipartimento della Difesa. Ma “sfortunatamente – ha aggiunto – la missione non ha avuto successo. Gli ostaggi non erano presenti nel luogo preso di mira”. All’operazione, ha quindi precisato, hanno partecipato forze aeree e terrestri. Kirby non ha fornito dettagli, ma secondo quanto hanno detto alti funzionari dell’amministrazione citati in forma anonima dal Washington Post, all’operazione hanno partecipato decine di militari delle forze speciali, di quasi ogni arma, ed uno di loro è rimasto ferito nel corso di una feroce battaglia con i miliziani dell’Isis. Altre fonti di stampa affermano che il blitz è scattato il quattro luglio e che almeno cinque miliziani sono rimasti uccisi. Il blitz, hanno detto le fonti del Post, è stato tentato “questa estate”, dopo che almeno sei ostaggi occidentali erano stati liberati dai militanti islamici ed erano stati contattati e interrogati dall’intelligence Usa. Il quotidiano inglese -Guardian lancia un altro allarme, che stavolta riguarda direttamente il nostro Paese: i militanti dell’Isis avrebbero recentemente sequestrato altri quattro ostaggi stranieri tra Aleppo e Idlib: si tratterebbe di due donne italiane, un danese e un giapponese. I sequestri porterebbero a oltre 20 il numero degli stranieri ostaggio dei militanti islamici. Sarebbero giornalisti, fotografi o operatori umanitari. Dopo il sequestro sono stati trasferiti a Raqqa, la roccaforte Isis nel nord della Siria. Il Guardian non cita fonti e non fa i nomi dei sequestrati ma si tratterebbe delle due italiane, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, scomparse alla fine di luglio nell’area di Aleppo.