Festa grande a Roma per il bimillenario di Augusto ma il mausoleo resta chiuso e abbandonato al degrado

Non solo Roma ma tutta l’Italia ha in programma eventi e passeggiate archeologiche per celebrare, a settembre, il bimillenario dell’imperatore Augusto. La Casa di Augusto che raddoppia il suo percorso, tra cubicula privati e meraviglie affrescate come la Stanza dei festoni di pino e la Stanza delle maschere. A Roma la soprintendenza ai Beni culturali annuncia un programma ambizioso: la Casa di Livia, sua amatissima terza moglie, nuovi percorsi tematici al Museo Palatino e la riapertura della monumentale natatio alla terme di Diocleziano, il Mausoleo di Cecilia Metella, la Piramide Cestia, l’Antiquarium della Villa di Livia a Prima Porta, la Crypta Balbi e Palazzo Massimo. Ma tra convegni, libri, card con sconti, nuove app e ampliamenti di percorsi anche per i diversamente abili, unico grande assente è però il Mausoleo di Augusto, forse il più celebre dei monumenti voluti dell’imperatore. Iniziato nel 23 a.C. (al ritorno dalla campagna in Egitto), probabilmente ispirato alla tomba di Alessandro Magno e negli anni sepoltura anche di molti familiari dell’imperatore, oggi il Mausoleo di Augusto Imperatore è infatti ancora in attesa di restauro, tra abbandono e degrado nella piazza che porta il suo nome, al rione di Campo Marzio. “Il progetto per il Mausoleo fa capo al Comune di Roma – spiega Mariarosa Barbera, soprintende ai beni archeologici della Capitale  – E’ stato approvato da tempo e i fondi sono disponibili. E’ solo questione di stabilire dei tempi stretti. Inizialmente – torna poi a spiegare – era stata stabilita la cifra di 4 milioni di euro, ma i fondi dedicati sono stati dimezzati. Immagino che i colleghi stiano ‘restringendo’ il piano in modo che il lotto che risulterà sia organico”. Un’altra figuraccia per il Campidoglio, ancora una volta incapace di essere puntuale con un appuntamento culturale che vedrà gli occhi di tutto il mondo volgersi alla Capitale.

Il bimillenario della morte di Augusto (19 agosto, 14 d.C.) è poi l’occasione anche per due celebri ristampe. Con Castelvecchi torna in libreria Augustus, classico della narrativa storica, che nel 1972 consegnò a John E. Williams il National Book Award, il più prestigioso premio letterario americano. Un grande affresco sul potere, sugli ideali traditi e sulla corruzione, che coglie Ottaviano appena 18enne, all’indomani dell’uccisione di Giulio Cesare. E ancora un’altra pietra miliare della storiografia del XX secolo con La rivoluzione romana (ed. Einaudi), il saggio dello storico neozelandese trapiantato a Oxford, Ronald Syme, pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1939. Al centro del racconto, la caduta della Repubblica e il declino della libertà politica, sino alla vittoria definitiva di Augusto.