Ebola, la Cnn svela: «Grazie a un siero segreto, il medico Usa contagiato sta migliorando»

Sono in continuo miglioramento le condizioni di Kent Brantly, il medico missionario che era stato contagiato dal virus Ebola in Liberia. Secondo quanto riferito dalla Cnn, prima del rimpatrio e del ricovero all’Emory university hospital della Georgia dell’altro giorno, a Bratley sarebbe stato somministrato un siero sperimentale segreto prodotto negli Usa. Lo stesso siero sarebbe stato somministrato anche alla sua collega Nancy Writebol, l’altra paziente americana contagiata in Liberia e attesa negli Usa nelle prossime ore. Anche per lei si registrerebbero notevoli miglioramenti. Brantly, che all’Emory ha anche ricevuto la visita della moglie, è stato il primo essere umano a ricevere il ritrovato, che finora era stato testato solo sulle scimmie. Il siero si chiama “ZMapp” ed è stato messo a punto dalla azienda Mapp Biopharmaceutical Inc. Entrambi i pazienti erano stati informati della mancanza di dati sugli effetti del composto sugli esseri umani, anche se quattro scimmie che avevano ricevuto il trattamento nelle prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi di febbre emorragica erano sopravissute. Per Bryant, del resto, non sembrava esserci alternativa a questa “scommessa”: giovedì le sue condizioni stavano peggiorando molto rapidamente e non riusciva più a respirare. «Sto per morire», aveva detto alle persone intorno a lui. Da lì la decisione di fargli l’endovena, cui è seguito immediatamente il risultato sperato: nel giro di un’ora le condizioni del missionario sarebbero migliorate decisamente. La mattina dopo Bryant si sarebbe alzato sulle sue gambe e avrebbe fatto anche una doccia. Ora gli Stati Uniti hanno annunciato di voler dare un’accelerata agli sforzi per bloccare il diffondersi dell’epidemia e Tom Frieden, direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta, ha reso noto che 50 specialisti sono in partenza per i Paesi colpiti dal virus nell’Africa occidentale. «Stiamo aumentando la nostra risposta all’emergenza – ha detto alla Abc – e il modo migliore per proteggerci è fermare la febbre emorragica alla sua fonte. Per questo inviamo sul terreno dei tre Paesi colpiti i nostri esperti con l’obiettivo di bloccare i contagi in 30 giorni».