Ebola, altri tredici morti in Congo. L’Onu inizia la sua “indagine” dalla Liberia

La strage non si ferma, a dispetto dell’ottimismo di qualche operatore internazionale. Altre tredici persone sono morte per una febbre emorragica “di origine non determinata” dall’11 agosto nel nordest della Repubblica democratica del Congo, dove il virus ebola fu scoperto nel 1976. Lo rende noto il ministro della sanità congolese Felix Kabange Numbi. «Le persone decedute avevano sviluppato febbre, diarrea, vomito e in fase terminale vomito di materia nerastra», spiega il dottor Numbi. Il ministro aggiunge che circa 80 persone che hanno avuto contatto coi pazienti deceduti sono assistiti nelle loro abitazioni a Boende Moke, Lokolia, Watsikengo e Lokula, località della provincia nordoccidentale dell’Equatore: vengono monitorati quotidianamente da 21 giorni. La mobilitazione, sul fronte delle Nazioni Unite, prosegue. Il coordinatore dell’Onu contro il virus ebola vuole essere pronto ad “affrontare una fiammata se necessario” dell’epidemia. «Quello che sono determinato a fare è quello di garantire che ogni elemento del nostro apparato sia la suo livello ottimale per poter affrontare una fiammata, se necessario», afferma il dottor David Nabarro. Il coordinatore Onu è arrivato ieri sera in Liberia, prima tappa di un tour nei paesi africani colpiti dall’epidemia.