È il cugino di Obama, si chiama Wolf e (forse) risolverà i problemi della destra Usa

L’ultima speranza per i Tea Party? Il cugino di Barack Obama. Su di lui l’ala più conservatrice del partito repubblicano punta per strappare finalmente un risultato degno di nota nelle primarie repubblicane che si stanno svolgendo in tutti gli Stati Uniti, in vista delle elezioni di midterm che il prossimo novembre rinnoveranno l’intera Camera e un terzo del Senato. Si chiama Milton Wolf, è un radiologo, e nello Stato del Kansas cercherà di guadagnarsi un seggio a Capitol Hill battendo Pat Roberts, il candidato sostenuto dall’establishment del Grand Old Party e ritenuto «troppo poco conservatore». In effetti Wolf è un cugino alla lontana dell’inquilino della Casa Bianca, figlio di una cugina della nonna materna del presidente Usa. Ma tra lui e Barack lontane, anzi lontanissime, sono anche le posizioni politiche. «Non puoi sceglierti la tua famiglia. Ma puoi scegliere di ribellarti e di fermare la tua famiglia dal distruggere l’America», dichiarò lo scorso anno Wolf, tanto per chiarire come tra lui e il suo illustre parente ci sia ben poco in comune. Difficile pensare che il presidente ne soffra. Anzi, le poche volte che Milton è assurto agli onori della cronaca ha finito sempre per creare un certo di imbarazzo alla Casa Bianca. Come quando fu denunciato per aver postato sul suo account Facebook le macabre immagini di lastre ai raggi X di alcuni suoi pazienti, con tanto di commenti ironici. Ne segui’ anche una denuncia. L’ultima nel febbraio scorso, quando su Twitter paragonò proprio il suo lontano cugino ai più celebri dittatori del novecento. Recita il cinguettio di Wolf: «Capri espiatori della storia: Hitler-ebrei e rom. Mussolini-ebrei e bolscevichi, Obama-americani di successo». Pentitosi lui stesso per aver chiaramente ecceduto nell’iperbole, Wolf non chiese scusa, ma chiarì di avere il massimo rispetto per il cugino Barack, che nella vita ha incontrato una sola volta. E che se dovesse essere eletto potrebbe incontrare più spesso nei palazzi di Washington. Per quanto riguarda i democratici, i sondaggi li danno in caduta libera, mentre il presidente Obama vanta il poco invidiabile record di essere uno dei presidenti meno amati dagli americani. Un terzo degli americani sosterrebbero un impeachment, una messa in stato d’accusa, del presidente. Lo ha rivelato un nuovo sondaggio della Cnn, secondo cui il 33% degli interpellati è favorevole alla messa in stato di accusa di Obama, così come ipotizzato dall’esponente repubblicana, Sarah Palin.