Draghi ammonisce: più sovranità a Bruxelles se i singoli Stati sono incapaci di fare le riforme

Le parole di Mario Draghi lasciano poco spazio alle interpretazioni: «Uno dei componenti del basso Pil italiano è il basso livello degli investimenti privati», inoltre tutto è dovuto «all’incertezza sulle riforme, un freno molto potente che scoraggia gli investimenti». Il governatore della Bce, considerato una sorta di “grande protettore” del Belpaese, riserva però una stoccata all’Italia (e non solo): «Per i Paesi dell’Eurozona è arrivato il momento di cedere sovranità all’Europa per quanto riguarda le riforme strutturali». Il che significa che i Paesi dell’Eurozona non sono in grado di riformarsi da soli, meglio allora che intervenga direttamente l’Europa da Bruxelles.
Dal punto di vista monetario, invece, è rimasto tutto fermo: il Consiglio direttivo della Bce ha lasciato il tasso principale allo 0,15%, quello sui prestiti marginali allo 0,40% e quello sui depositi in negativo a -0,10%. Un livello dal quale non si scosteranno a lungo: «Resteranno bassi per un prolungato periodo di tempo», ha detto il presidente della Bce, senza citare possibili ulteriori ribassi. Insomma questo è il livello minimo. Il fatto che il costo del denaro sia destinato a non scendere ulteriormente non impedisce comunque alla Bce di ricorrere ad altri strumenti per far fronte alla crisi: «Il consiglio della Bce è unanimemente determinato a usare anche misure non convenzionali se fosse necessario – ha detto Draghi – Gli interventi riporteranno l’inflazione verso l’obiettivo del 2%». E ha sottolineato come la ripresa sia moderata e disomogenea e le aspettative di inflazione siano calate solo nel breve periodo. A preoccupare la Banca Centrale Europea sono le tensioni geopolitiche che possono penalizzare la ripresa dell’Eurozona, a cominciare dalle tensioni tra Russia e Ucraina. Nei confronti di Mosca sono già scattate sanzioni da parte degli Usa e della Ue e ora è arrivata la replica con l’embargo all’import di prodotti agrolimentari: solo per l’Italia si tratta di un danno da oltre 700 milioni di euro.