Decreto svuota carceri: la 17ma fiducia del governo non porta bene alla giustizia italiana

Con 162 sì, 39 no e un astenuto il Senato ha approvato definitivamente il decreto svuotacarceri. Il governo Renzi ha posto così per la diciassettesima volta la fiducia per superare lo scoglio dell’opposizione imprimere una brusca accelerata. Le misure approvate prevedono: rimedi risarcitori, sconti di pena o soldi ai detenuti reclusi in “condizioni inumane”. Per compensare la violazione della Convenzione sui diritti dell’uomo, se la pena è ancora da espiare è previsto infatti un abbuono di un giorno ogni dieci passati in celle sovraffollate. A chi è già fuori andranno invece 8 euro per ogni giornata in cui si è subito il pregiudizio. Da qui al 2016 per i risarcimenti saranno disponibili 20,3 milioni di euro. La legge prevede pure il divieto di custodia cautelare in carcere in caso di pena non superiore ai 3 anni. In altri termini, se il giudice ritiene che all’esito del giudizio la pena irrogata non sarà superiore ai 3 anni, per esigenze cautelari potrà applicare solo gli arresti domiciliari. La norma non vale però per i delitti ad elevata pericolosità sociale. Inoltre, le norme di favore previste dal diritto minorile sui provvedimenti restrittivi si estendono a chi non ha ancora 25 anni (anzichè 21 come oggi). Tra le altre disposizioni, a meno che non prevalgano esigenze processuali o di sicurezza, l’imputato che lascia il carcere per i domiciliari vi si recherà senza accompagnamento delle forze dell’ordine. Netta la contrarietà al provvedimento da parte dei senatori di Forza Italia. «Un provvedimento sbagliato che non garantisce la certezza della pena e che non mantiene i criminali in galera», commenta il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri. Particolarmente plateale la protesta della Lega Nord. I senatori del Carroccio si sono presentati in sala Maccari con uno striscione con su scritto “Renzi sta dalla parte dei criminali” e con delle finte banconote da 8 euro.