Crimini in Iraq, l’appello di Fratelli d’Italia: «L’Italia recuperi a livello internazionale un ruolo da protagonista»

«Usa e Ue applichino sanzioni al Qatar che finanzia apertamente l’Isis. Analisti e l’intelligence di tutti gli Stati occidentali concordano nel sostenere che esiste un flusso di risorse costante e organizzato che dall’emirato medio orientale giunge a terroristi e integralisti islamici. Si tratta di importi da miliardi di euro che si traducono in armi e risorse che questi utilizzano per seminare morte, fare pulizia etnica e strage della minoranza cristiana in Iraq e in Siria». Dura presa di posizione di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, contro i crimini commessi dall’Isis in Iraq. «È dovere dell’Unione Europea e degli Stati Uniti – ha detto ancora – pretendere l’immediata sospensione di questi vergognosi aiuti e ci chiediamo come mai nei confronti del Qatar non ci sia la stessa solerzia con la quale si sono applicate le sanzioni alla Russia. Non vorremmo che la realpolitik valesse solo quando si tratta di difendere gli interessi degli americani (che oltre a quelli economici in Qatar hanno anche una importante base militare) e non quando in gioco ci sono quelli dell’Italia e dell’Europa). Sulla questione è sceso in campo Gianni Alemanno secondo il quale «ci sono scelte semplici e decisive che bisogna riuscire a fare senza esitare: sapendo che è in atto un genocidio, che è in atto una serie di interventi gravissimi di carattere terroristico e fondamentalista, possiamo esitare nel dire che è tempo di intervenire?».

Intervenendo a Agorà Estate, su Rai3 Alemanno ha sottolineato che «quando vediamo gente sterminata, deve scattare subito una molla almeno di difesa. È un ragionamento semplice, elementare, che qualunque italiano può capire. Il mondoglobalizzato è qui e ora, e qui e ora dobbiamo intervenire». Dal canto suo, nelle sue parole chiave Il Mattinale ha puntualizzato che «quello che sta accadendo a poche ore di volo da noi, non è una tragedia degli altri. É la nostra tragedia. Sia perché non esiste genocidio a cui possiamo essere estranei (il nostro orto ha i confini dell’umanità), sia perché il consolidarsi di uno Stato che pratica al suo interno lo sterminio e punta alla conquista del mondo, è una minaccia diretta alla nostra stessa esistenza di popolo libero». La nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati ha osservato che «l’Italia è inesistente nella crisi, tanto quanto l’Europa è passiva, frammentata, mentre Obama è senza “una strategia all’altezza delle circostanze” (Sergio Romano). In questo quadro, l’Italia deve recuperare un sano e forte protagonismo. Non semplicemente con gesti da parata, che pure hanno un senso simbolico, ma riuscendo a convogliare su un unico binario le grandi potenze: Usa, Russia ed Europa, ma anche Cina, India e Lega Araba. L’insegnamento di De Gasperi (filo occidentale, ma mai nemico di nessuno) e che Berlusconi ha saputo portare a compimento con il capolavoro di Pratica di Mare, può fornire a Renzi la chiave, ora che è presidente del Consiglio europeo, per esercitare un ruolo pacificatore, che ahimè oggi non può che passare da un intervento armato di un fronte amplissimo di nazioni, evitando errori del passato, vedi Kosovo e Iraq. (Ricordiamo che fino all’ultimo Berlusconi premette su Bush per evitare l’azione militare, ma poi opportunamente scelse di non lasciare sola l’America)». E anche in un contesto drammatico come questo c’è chi nel Pd ne approfitta per dire esaltare il ruolo del premier. Come ha fatto Emanuele Fiano: «Renzi non sbagliando, ha detto che quando si arriva alle soglie della visione di un progetto che è quello dell’estinzione di un’etnia, di un popolo o di una religione, si ha prima di tutto l’obbligo di interrompere quello sterminio, fornendo intanto delle armi a chi sta fermando questa avanzata».