Cottarelli non si dimette e presenta un piano per la drastica riduzione delle partecipate locali

Non ci pensa proprio a dimettersi, il commissario per la spending review Carlo Cottarelli, che tira dritto per la sua strada nel piano di riduzione della spesa pubblica. In audizione alla commissione bicamerale sul Federalismo, mister forbici ha anticipato alcuni punti del piano che si appresta a inviare al governo. Le polemiche con la commissione Bilancio della Camera (e in particolare con il presidente Francesco Boccia) ancora bruciano ma, se in questo momento anche il “supercommissario” dovesse gettare la spugna, per un Renzi già in difficoltà sul fronte del Pil che non si schioda dal meno zero virgola, il colpo sarebbe tremendo. E allora avanti tutta con il piano di tagli. E poi chi vivrà vedrà…

Nel mirino di Cottarelli ci  sono innanzitutto le partecipate locali: l’obiettivo è di ridurle da 8.000 a 1.000 in tre anni. «A regime il rapporto sulle partecipate locali stima un risparmio di due-tre miliardi, anche se è difficile una stima corretta perché non è del tutto conosciuta la dimensione delle inefficienze.  Sappiamo che le inefficienze e le perdite ci sono – ha detto Cottarelli – ma, ad esempio, se si fa un contratto a prezzi troppo alti, in quel caso sto dando un sussidio, e questa non è una perdita palese». Il criterio per la sforbiciata  non sarà però  solo «quello del profitto» perché ci sono settori in cui una partecipazione pubblica è «fisiologica, e sono i cinque servizi a rete, elettricità, acqua, gas, Tpl, rifiuti» ma «in una economia di mercato ci sono cose che il pubblico non dovrebbe fare: ad esempio, produrre formaggi , anche perché  se si aumenta l’occupazione nel settore pubblico poi è più difficile tornare indietro».

Prosegue anche il lavoro  dello staff del commissario sui fabbisogni standard, lavoro «che ha fatto buoni progressi negli ultimi mesi. Cottarelli spera che entro settembre-ottobre  si riesca a completare l’intero percorso, almeno per i Comuni anche con  la capacità fiscale standard. «Penso – ha sottolineato – che, se c’è la volontà politica, il percorso si possa completare rapidamente». Già, la volontà politica. È questo il rande problema che neanche un “supertecnico” riuscirà mai a risolvere.