Compie cento anni il Palmeiras, la squadra brasiliana in cui scorre tanto sangue italiano

Il 26 agosto 1914 per iniziativa di un gruppo di funzionari delle industrie Matarazzo nacque la Società Sportiva Palestra Itália, destinata a diventare il fiore all’occhiello della comunità italiana di San Paolo e una delle principali squadre di calcio del Brasile. Negli anni Trenta con cinque vittorie nel campionato paulista e il successo nel primo torneo San Paolo-Rio de Janeiro, divenne la compagine più forte del Paese. In quegli anni ogni vittoria del Palestra era vissuta nella comunità emigrata come una vittoria della patria di origine, «la leggendaria e bella Italia di tante glorie».
Dopo aver contribuito in maniera molto rilevante alla diffusione e alla professionalizzazione del calcio brasiliano, nel 1942 la Palestra rischiò di venire soppressa per le misure repressive contro i «sudditi dell’Asse», adottate dal paese tropicale entrato nella seconda guerra mondiale a fianco degli Stati Uniti. Per sopravvivere fu costretta a rinunciare agli espliciti richiami all’Italia, perdendo la bordatura rossa della sua divisa bianco-verde e mutando il nome in Palmeiras. Le vicende di quegli anni gloriosi sono raccontati nel libro di Vincenzo Fratta, Palestra Itália. Quando gli italiani insegnavano il calcio in Brasile (Edizioni Ultra, pp.138, € 14). Per l’anno del Centenario il Palmeiras ha collocato sulle due serie di maglie indossate dai giocatori i simboli usati nel primo anno di vita della società sportiva: lo scudo dei Savoia e il logo tricolore con le lettere PI.