Cinguettano il Pd e gli omosessuali: è stato infranto un tabù, ora subito una legge

Cinguettano gay e Pd. E dagli account Twitter spediscono in rete tutta la loro soddisfazione. La loro, naturalmente. Non quella dei bimbi coinvolti, loro malgrado, in questo golpe politico che la solita magistratura ha deciso di imporre scavalcando il Parlamento.
Le reazioni alla sentenza del Tribunale dei minorenni di Roma che ha autorizzato l’adozione della figlia biologica della partner da parte della sua convivente sono tutte centrate sull’aspetto politico e sulla soddisfazione di gay, lesbiche e trasgeneder. Nessuno, però, dice una parola sui bimbi travolti da questo voltafaccia della magistratura. «Una legge che riconosca le unioni civili e la steepchild adoption, senza bisogno di ricorrere ai tribunali. Una legge entro il 2014, possiamo farcela», assicura entusiasmato il senatore del Pd Andrea Marcucci.
E si capisce ancora meglio che nulla c’entrano i diritti dei bambini ma molto, invece, quelli di gay, lesbiche e trans, dal commento di Arcilesbica, tanto per dirne una: «Il pensiero va alle tante donne (non ai bambini, dunque) – esordisce Cristina Gramolini, segretaria nazionale di ArciLesbica – che a causa del lesbismo sono state separate dai loro figli, alle tante che hanno rinunciato ad avere figli credendo che fossero incompatibili con il loro amore per un’altra donna e alle tante che hanno rinunciato all’amore per un’altra donna per avere un figlio, credendo che per questo fosse imprescindibile avere un marito».
«Questa sentenza – conclude Gramolini – dice che non è più necessario pagare simili prezzi per poter disporre di se stesse. Manca solo una legge, ma abbiamo già vinto». «Abbiamo», naturalmente, non è riferito ai bambini ma, appunto, alle lesbiche rappresentate da Arcilesbica.
Non possono mancare, in questo circo Barnum, naturalmente i transessuali che dicono la loro sul regalo dei giudici. Famiglia Arcobaleno, così si chiama l’associazione, esulta perché «migliaia di coppie con figli in Italia – spiega Giuseppina La Delfa, presidente di Famiglie Arcobaleno – aspettavano questa sentenza. Il giudice – si spinge a dire La Delfa travolta dall’entusiasmo – ha tenuto conto dell’assoluta preminenza dell’interesse del minore: chi può negare che l’interesse supremo del minore è essere tutelato da entrambi i genitori?».
«Siamo migliaia ad aspettare di sistemare la questione della protezione dei minori e dei coniugi non riconosciuti dalle possibili crisi e nei casi della vita: perché lo Stato obbliga i cittadini omosessuali che vogliono assumersi responsabilità ad agire presso i Tribunali, con dispendio di tempo e denaro e creando ulteriori discriminazioni? Lo Stato ha il dovere di rispondere alle esigenze di milioni di cittadini e dei loro figli. Renzi ha promosso la legge con la stepchild adoption per settembre, fra due giorni», ricorda infine La Delfa mettendo in imbarazzo il premier. Che si ritrova ora scodellato sul tavolo questo problema non da poco. Tanto che il presidente di Arcigay, Flavio Romano, ha buon gioco a ironizzare sull’ex-sindaco di Firenze e sulla patata bollente che si ritrova ora fra le mani: «Dopo quella nobile a favore dei malati di Sla, ecco un’altra doccia gelida per il nostro premier Renzi. Questa volta però c’è di che essere imbarazzati», ironizza Romano. Che pungola il presciente del Consiglio: «A questo punto la nostra domanda si fa più assillante: ma Renzi, il nostro premier, cosa sta facendo? Con la sua consueta enfasi aveva annunciato per settembre una legge che riconoscesse le coppie formate da persone dello stesso sesso e i conseguenti diritti, tra cui appunto la stepchild adoption. Ma settembre è in arrivo e di quella legge nemmeno si parla, evidentemente per non dispiacere ai clericali che tengono in ostaggio la maggioranza progressista di questo Paese, accampati tanto nel Pd quanto nelle lobby con cui esso si è alleato nelle famigerate larghe intese. Questa situazione – conclude Romani – getta il nostro Paese nel ridicolo e certifica l’inadeguatezza di una classe politica che sui temi che più da vicino toccano la vita delle persone si limita a fare del grottesco avanspettacolo, sospeso tra proclami fintoliberali e scivoloni squallidi che paiono tratti dalla peggio filmografia dello scorso millennio».
Ricorda, invece che «la stepchild adoption è già prevista, per le coppie omosessuali, all’interno del progetto di legge sulle unioni civili del governo Renzi», Andrea Maccarrone, presidente del Circolo  Mario Mieli. «Non è più tempo di tergiversare, la legge deve essere approvata quanto prima per allinearci alle altre grandi democrazie europee, altrimenti sarà sempre più inevitabile che i vuoti legislativi vengano colmati dal progresso sociale e dai tribunali che sono obbligati a darvi risposte», conclude Maccarone.
Per franco Grilli, presidente di Gaynet, la sentenza è «una bella pagina finalmente della giustizia e del diritto in Italia», mentre il senatore Pd Sergio Lo Giudice ribalta la prospettiva: non sono i giudici che si sono messi a fare i legislatori ma, addirittura, è «il Parlamento italiano» che «si fa dettare l’agenda dei diritti civili da un Tribunale. L’ennesima umiliazione per un Parlamento sordo e cieco di fronte ai diritti fondamentali delle persone, una splendida giornata di civiltà per il nostro paese».