Cento anni fa, a Cleveland, il primo semaforo. In Italia fece la sua comparsa nel 1925 in piazza Duomo

Uno non ci pensa, ma anche il semaforo ha un compleanno. E quello di questo 2014 è particolarmente importate: sono cento anni da quando, il 5 agosto 1914, a Cleveland, in Ohio, all’angolo tra la East 105 e la Euclide Avenue fu attivato il primo regolatore di traffico elettrico. 

A ricordarlo è Avvenire che dedica alla ricorrenza una intera pagina del servizio cultura, con un racconto che ripercorre tutta la storia del dispositivo. Si azionava a mano, ma a distanza, da una cabina di vetro che dava riparo a un vigili. All’inaugurazione parteciparono tutte le autorità cittadine e una gran folla di curiosi. Del resto, pare che prima della sua comparsa in città la vita dei pedoni fosse parecchio difficile, con carrozze che mietevano vittime in grande quantità. Ora, c’è da dire che, come per molte grandi invenzioni, anche per il semaforo esiste una controversia su dove, quando e da chi fu inventato. Il primato di Hon A. A. Benesh, il direttore del Dipartimento di Pubblica sicurezza di Cleveland, per dire, è messo in discussione da una storia secondo cui in realtà un paio di anni prima un dispositivo simile era stato inaugurato dal comandante della divisione traffico della Polizia di Salt Lake city, Lester Farnsworth Wire, senza però ottenere un’accoglienza calorosa. Un’altra storia, poi, retrodata la nascita del semaforo al 10 dicembre del 1868 e la colloca a Londra. Questa vicenda però si può liquidare senza paura di far torto a nessuno. L’apparecchio non aveva niente di simile al semaforo moderno: niente colori, niente luci, niente elettricità. Era solo una sbarra attaccata a un palo, che doveva essere alzata o abbassata da un vigile e che, siccome di notte non si vedeva, veniva azionata solo di giorno.

Dunque, per vedere il primo vero semaforo moderno europeo bisogna trasferirsi nella Parigi del 1922. Lì, nella Ville Lumiere, il dispositivo arrivava ormai nel pieno della sua maturità: totalmente automatico e con tre luci. Intanto, Garrett Morgan, il figlio di uno schiavo, aveva inventato il giallo. In Italia il semaforo arrivò nel 1925 a Milano, all’incrocio fra piazza Duomo, via Torino e via degli Orefici. A Roma fece la sua comparsa grazie all’intraprendenza dell’ingegner Filippo Ugolini, vice comandante dei pompieri e, per inciso, inventore del tassametro, che riuscì nell’impresa solo dopo aver a lungo penato per risolvere un inconveniente tecnico: il verde e il rosso scattavano troppo velocemente, causando tamponamenti e polemiche. Quando, però, l’11 gennaio 1934 il primo semaforo romano fu inaugurato a Largo Goldoni per Ugolini fu un successo su tutti i fronti: in città furono installati altri quindici dispositivi e lui ottenne un premio di 2mila lire e una citazione da parte di Trilussa.