Cambiare da “Ronchi dei Legionari” a “Ronchi dei Partigiani”…. Persino il Pd rimanda al mittente la bizzarra iniziativa

Sembra una storia di oltre mezzo secolo fa, ma invece sta accadendo nel 2014. A Ronchi dei Legionari, cittadina di circa dodicimila anime al confine orientale nonché tappa di partenza dei Legionari di Gabriele D’Annunzio per l’impresa di Fiume, da cui il nome, un  attivissimo “comitato antifascista” si sta dando molto da fare per tentare di cancellare la storia italiana. Sì perché, dopo aver spinto l’amministrazione a rinnegare la cittadinanza onoraria concessa nel 1925 all’allora capo del governo Benito Mussolini, adesso vorrebbe addirittura cambiare il nome del paese da Ronchi dei Legionari a Ronchi dei Partigiani. Da notare che il ripudio della cittadinanza al duce è stato realizzato – piuttosto tempestivamente – nell’aprile del 2014, come se il Comune non avesse altre priorità. Comunque sia, su Facebook il gruppuscolo dei revanscisti negazionisti ha ottenuto poche decine di gradimenti, mentre il gruppo contrapposto, “Comitato per Ronchi dei Legionari”, viaggia su quasi cinquemila consensi. D’altra parte, lo stesso sindaco di Ronchi, Roberto Fontanot, piddino, ha bollato l’inconsulta iniziativa come assolutamente irricevibile, sostenendo che questo «è un modo per tirare la storia per la giacchetta». La Lega nazionale di Trieste, da parte sua, ha bollato la sortita di questi partigiani, che pensano che la guerra civile non sia mai finita, come «una proposta grottescamente antistorica, degna dell’Enciclopedia Sovietica». In realtà è molto peggio: queste iniziative dimostrano che purtroppo in Italia ci sono persone e movimenti legati ancora a vecchie logiche violente di prevaricazione, il cui obiettivo è quello di demonizzare tutti coloro che non la pensano in una determinata maniera e allo stesso tempo di esaltare in modo assolutamente agiografico una sola parte politica: la loro. Ma fortunatamente questi gruppuscoli sono alle corde, se sia i cittadini sia il sindaco hanno rimandato al mittente la bizzarra iniziativa, destinata solo a rinfocolare odio e divisioni a decenni di distanza dai fatti, quando si pensava cioè che la pacificazione fosse finalmente possibile. Per qualcuno non è così.