Bonanni recita la solita parte: attacca Renzi, dandogli “del Berlusconi”. Che coraggio leonino…

Per essere “popolari” e rispondere per le rime a Renzi non mancherebbero buoni motivi e un lessico politico adatto a una normale dialettica tra avversari. Invece la pessima abitudine di dare “del Berlusconi” a Renzi per stigmatizzrne una qualunque mancanza politica è diventata una tentazione troppo forte a cui pochi resistono. Un gioco ormai scoperto in cui cade oggi il segretario della Cisl Raffaele Bonanni che alMeeting di Cl chiede al governo «trasparenza, chiarezza e determinazione». Perché, spiega, «il Paese ora rischia davvero, soprattutto lavoratori e pensionati che negli ultimi cinque anni sono stati i veri tartassati». Basta e avanza come “squillo” al governo. Invece no, anche Bonanni non può fare a  meno di ripetere a pappagallo: «A Renzi dico: non puoi fare da te. Il “ghe pensi mi” ha portato già tanti guai alla economia italiana oltre che alla politica». Il detto meneghino fu usato da Berlusconi in una famosa intervista durante il suo governo. La frase riappiccicata in maniera un po’ patetica oggi a Renzi da Bonanni in un contesto del tutto diverso, fa capire come sia potente l’ossessione da Cavaliere che ancora alligna e contagia politici e sindacalisti, che si trincerano dietro l’evocazione di Berlusconi per  far arrivare un messaggio che non avrebbe bisogno di artifizi retorici per essere chiaro: su lavoro, pensioni e tasse, i veri banchi di prova del premier, il governo sta annaspando al di là delle chiacchiere. Chiaro e semplice. Però per strani cortocircuiti il pensiero dei problemi di oggi non rimanda, come si dovrebbe, ad altri personaggi al cui operato stiamo pagando previsioni sballate, tasse, mancata crescita, disoccupazione. Pensiamo a Monti in primis, ma anche a Enrico Letta. Invece per uno strano automatismo –  strano non per noi naturalmente – si salta a piè pari ogni addebito che non sia un chiaro richiamo antiberlusconiano. Che lo faccia un sindacalista come Bonani che dovrebbe avere  più chiaro di altri la consecutio, dal 20011 ad oggi, di certi indicatori economici stupisce. Che i detrattori di Renzi usino Berlusconi per “schermare” certe prese di posizione polemiche farebbe rabbia, se non fosse ridicolo.