Bilancio «da brividi» per Roma. Con le nuove tasse, anche un posto al cimitero costerà di più

Una cosa buona, nel bilancio approvato la notte scorsa dal Comune di Roma, c’è: per organizzare un maxievento al Circo Massimo bisognerà pagare 200mila euro. Dopo tutte le polemiche seguite agli appena 7mila euro o giù di lì pagati dai Rolling Stones, era una decisione in qualche modo dovuta ai romani, alla città, al valore del suo patrimonio artistico e culturale. Per il resto, però, non resta che augurarsi che il sito venga affittato due-tre volte al giorno, nella speranza che serva a fare cassa e ad alleggerire il peso delle tasse previste da questo bilancio.

Gianni Alemanno lo ha definito «un bilancio da brividi per i cittadini» e a scorrere le voci con cui, secondo il sindaco Ignazio Marino, Roma «in tre anni cambierà rotta» non ha esagerato. Dalla casa agli asili, passando per i Musei e le attività produttive non c’è servizio, lavoro, proprietà che non costerà di più. Una stangata che, complessivamente, secondo quanto quantificato dall’ex sindaco, arriverà a «300 milioni di euro di nuove tasse, che graveranno sulle spalle dei ceti più deboli e sulle loro famiglie».

Esagerato? Mica tanto se lo stesso Marino, giocando un po’ con le parole, ammette più di 150 milioni di «maggiori entrate correnti», che a ben vedere saranno tutti pagati dai cittadini. Nel dettaglio 65 milioni arriveranno dalla Tasi, 42 milioni dalla tariffa rifiuti, che è stata aumentata del 4%, e 59 milioni dall’aumento della tassa di soggiorno. A questo conto vanno aggiunti l’Irpef, che resta al 9 per mille, una impennata della tassa di occupazione di suolo pubblico per le piazze del centro storico, l’aumento di 3,5 volte della tassa pagata dai camion bar e di 3 volte di quella per i venditori di souvenir. Poi ci sono l’aumento del 50% della tariffa per le strisce blu, che passa da un euro a un euro e 50, la decuplicazione del costo dei permessi Ztl anche per i residenti (che dovranno sborsare oltre mille euro) e l’aumento del costo degli asili e dei Musei.

Anche morire costerà di più: aumentano pure le tariffe per i loculi nei cimiteri. Manca invece, come ha sottolineato ancora Alemanno, «qualsiasi orientamento sul riassetto della holding delle società municipalizzate, sull’utilizzo del patrimonio disponibile e su manovre urbanistiche in grado di rilanciare l’economia della città». Dove le parole chiave sono «in grado di rilanciare l’economia della città», perché Marino in effetti all’urbanistica ci pensa eccome, ma solo per cercare di rendere sempre più difficile muoversi a cittadini e operatori. Dopo la chiusura totale dei Fori imperiali che, per usare un eufemismo, ha provocato un certo disappunto in città (ai romani, perché poi i pullman turistici passano), l’ultimo annuncio è che da lunedì anche piazza di Spagna sarà off limits per tutto ciò che si muove a motore. «Credo sarà un momento da ricordare nella storia della nostra città», ha detto il sindaco. Ma è probabile che ai romani questa nuova pedonalizzazione non faccia né caldo né freddo: piazza di Spagna è già chiusa al traffico privato, motorini compresi, e, soprattutto, continuando così, si arriverà a un punto in cui la macchina sarà un lusso che pochissimi potranno permettersi. Qualcuno l’avrà già venduta per pagare la tassa sui rifiuti, qualcun altro la lascerà a casa per risparmiare sulla benzina e mettere da parte i soldi necessari per il loculo. Se gli sarà rimasto qualcosa dopo aver pagato tutte le altre tasse, ovviamente.