«Atti sessuali a pagamento» con minori: arrestato professore in provincia di Cuneo

La provincia italiana, anche e soprattutto quella più ricca, nasconde spesso storie di ordinario squallore. E’ di oggi la notizia dell’arresto di Fabrizio Pellegrino, un professore cinquantenne di Costigliole di Saluzzo (Cuneo) accusato negli scorsi giorni da un gruppo di genitori di suoi allievi di prostituzione minorile, violenza sessuale e pornografia minorile. La scena boccaccesca si sarebbe svolta in questo piccolo centro del Cuneese, che conta 3800 anime, a pochi chilometri dal capoluogo. Precisamente nella locale scuola media «Don Giorgio Balliardo» di cui il professor Pellegrino è docente. Secondo la Procura di Torino, titolare del fascicolo di indagini, l’uomo avrebbe intrattenuto «molteplici rapporti» con diversi ragazzi, almeno una decina, con i quali sarebbero stati anche consumati «atti sessuali a pagamento». Il professor Fabrizio Pellegrino, dopo una settimana di indagini, è stato rinchiuso presso la casa circondariale di Torino in attesa dell’interrogatorio di garanzia, la cui data non è ancora stata fissata. Gli inquirenti hanno sequestrato, nel frattempo, quella che giudicano una «significativa documentazione» relativa agli incontri sessuali a pagamento tra l’arrestato e alcuni minorenni, «avvicinati anche in qualità di presidente dell’associazione culturale Marcolvaldo». Proprio della suddetta associazione culturale il professor Pellegrino è stato leader e animatore. Un soggetto culturale molto attivo nella zona che va da Saluzzo a Mondovì la cui guida il docente arrestato ha deciso adesso di lasciare. Nonostante l’incredulità di alcuni e la difesa decisa della madre dell’arrestato, parrebbe che nel passato del prof qualche altro episodio simile ci sia già stato. Secondo i soliti bene informati infatti il Pellegrino sarebbe stato denunciato una decina di anni fa proprio per molestie sessuali quando insegnava in un convitto alpino della valle Maira.  La denuncia sarebbe partita da due giovani allievi che poi però l’avrebbero ritirata in cambio di un congruo risarcimento. Questa volta è andata diversamente. Cosicché sarà il Tribunale a stabilire al verità dei fatti.