Appalti Expo. Secondo l’accusa nella “cupola” c’era anche il colosso delle coop rosse

Altre nove persone, tra cui due presunti componenti della cosiddetta “cupola degli appalti”, alcuni manager e imprenditori del settore sanitario e Claudio Levorato, presidente di Manutencoop, colosso delle cooperative di servizi, devono essere arrestate soprattutto per i pericoli di ”inquinamento probatorio” e di ”reiterazione dei reati”. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Milano accogliendo il ricorso dei pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio nell’ambito dell’inchiesta con al centro appalti Expo, Sogin e della sanità lombarda, partita tre mesi fa. Levorato, secondo l’accusa avrebbe preso parte alla presunta turbativa d’asta relativa al maxi-appalto (ancora da assegnare) da circa 323 milioni di euro per la “Città della Salute” che dovrebbe sorgere a Sesto San Giovanni. La ”cupola”, infatti, stando sempre agli atti, si sarebbe mossa per indirizzare la gara a favore di un consorzio con dentro la Maltauro e Manutencoop. Conferme all’impianto accusatorio da parte dei giudici anche per episodi di corruzione e turbativa d’asta per appalti degli ospedali di Melegnano e Lecco e sì alle misure cautelari per i manager della sanità Patrizia Pedrotti, Paolo Moroni e Mauro Lovisari, e per Paolo Leonardelli e Angelo Morini, imprenditori nel settore sanitario. La Manutencoop di Bologna, coop rossa legata a doppio filo al Partito democratico, è leader nel settore dei servizi. Secondo l’inchiesta di Report del 2 dicembre 2013 «è oggi unico fornitore per la Toscana e l’Umbria, senza che ci sia un risparmio per le regioni». In particolare, sul settore delle pulizie delle scuole, su circa «un miliardo e 800 milioni di euro divisi su tredici lotti su tutto il territorio nazionale ne sono stati assegnati 9. Tre di questi appunto alla Manutencoop e tre alla Cns, il consorzio nazionale dei servizi. Insieme si portano a casa circa 700 milioni di euro prendendosi lotti del Nord e del centro Italia. Ma il Consorzio opera attraverso i suoi 212 associati. Se poi scopriamo che la Manutencoop è socia della del Cns, viene fuori una “piccola famiglia” dove gli operatori che si dividono la torta pubblica sono i soliti noti». Ora l’inchiesta di Milano che, al di là dell’esito processuale, segnala il malfunzionamento del sistema degli appalti in Italia.