Antonio Conte firma come nuovo ct: e i grillini già vogliono il cartellino rosso

Nel giorno dell’incoronazione ufficiale di Antonio Conte, fresco di firma come nuovo ct della nazionale azzurra, la festa si trasforma in farsa: attori principali, come spesso accade, esponenti del Movimento 5 Stelle, polemici a prescindere, sempre e comunque. Così, mentre i più si congratulano per ambizioni e scelte riposte dalla Figc nel nuovo mister in maglia azzurra, indefessi polemisti pentastellati inveiscono contro: «Se non sbaglio Conte ha avuto problemi con il calcio-scommesse… questa è l’Italia», ha tuonato a ciel (semi) sereno il senatore grillino Nicola Morra, commentando la formalizzazione dell’incarico all’ex allenatore della Juventus. «Persone di questo tipo non dovrebbero essere indicate per questi incarichi e con queste decisioni l’Italia mostra miopia e strabismo», ha quindi aggiunto a stretto giro Morra rincarando la dose e concludendo, tra ammonizioni poco sportive e moniti catastrofistici, con un laconico «serve un forte ripensamento del modello organizzativo del calcio e di tutto lo sport in Italia».

La replica non si è fatta attendere: a farsene portavoce, tra gli altri, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri che, sanzionando l’intervento a gamba tesa del collega grillino di Palazzo Madama, ha dichiarato senza troppi giri di parole: «Dopo le pesanti delusioni dell’ultimo Mondiale, il compito della Figc non era facile. Non si potrà accusare la Federazione di non aver fatto la scelta giusta». Concludendo poi il suo intervento con un secco: «In un Paese dove sopportiamo i Cinque Stelle, possiamo sopportare anche gli errori di Conte»…

Del resto l’autogol dell’esponente M5S non è piaciuto neppure al senatore azzurro Francesco Giro, che con la sua interpretazione dei fatti ha provato a rimettere la palla al centro chiosando: «In evidente crisi di consensi, pur di acchiappare qualche pagina sui giornali a ferragosto, i grillini cercano lo scandalo dove non c’è, facendo riemergere vicende che hanno già avuto un loro sviluppo e una loro conclusione, e che nulla hanno a che vedere con le scelte che in questi giorni la Federcalcio ha inteso assumere in piena autonomia dalla politica politicante». E pensare che nemmeno è stato dato il fischio d’inizio…