Allagato il Mausoleo di Augusto, acqua a piazza Navona: Roma affonda, Marino dorme

Le celebrazioni in memoria dell’Imperatore Augusto a duemila anni dalla sua morte annegano nelle polemiche: letteralmente. Non bastavano, infatti, le recriminazioni scaturite dalla decisione capitolina di riservare l’apertura del Mausoleo del Divus Augustus ai pochi eletti compresi nel numero chiuso dei destinatari dell’iniziativa, organizzata in visite suddivise in fasce orarie e tre gruppi di 30 persone ciascuno: così, ci si è messa anche l’acqua. Tanta acqua. Acqua che ha allagato il fossato intorno al monumento. Acqua che ha miseramente fatto naufragare prestigio del sito e credibilità amministrativa, inondando uno dei luoghi simbolo più rappresentativi di Roma, sommerso dall’incuria e dallo stato di abbandono, coperto di immondizia e ripulito in extremis, sommariamente, dal degrado in cui versava giusto per l’occasione della ricorrenza funebre.

E a poco sono valse giustificazioni meteo e recriminazioni amministrative: quello di oggi non è stato un semplice «problema ad alcune bocchette per l’irrigazione» tempestivamente risolto dall’intervento dei tecnici dell’Acea, ma il sintomo di una gestione capitolina che – per usare una facile metafora – fa acqua da tutte le parti. Anche a piazza Navona, per l’appunto, dove a distanza di poche ore dalla rottura della tubatura che ha provocato l’inondazione del fossato attorno al sepolcro augusteo, si è registrata un perdita più contenuta, ma parimenti allarmante.

Questa volta la fuoriuscita è stata meno invasiva e il guasto è stato immediatamente riparato, ancora una volta dal personale dell’Acea, super gettonato in queste ultime 48 ore. Un primo problema, infatti, si era verificato nel pomeriggio di ieri e gli operai erano intervenuti bloccando una perdita d’acqua e mettendo in sicurezza la tubatura dopo aver recintato l’area interessata. Ma dato che la pezza copre, ma non risana il buco, questa mattina la mitica piazza – uno dei salotti buoni della Capitale – è tornata nuovamente a bagnarsi: eppure non erano previste naumachie celebrative in questo caso…

E dal Campidoglio minimizzano: meno male che almeno lo spirito d’Augusto senza pace per il destino toccato in sorte al suo sepolcro ha scoperchiato il vaso di Pandora. Un vaso stracolmo di priorità rinnegate e di polemiche rispedite al mittente su cartoline propagandistiche ad effetto. Forse, allora, prima che pensare a pedonalizzare il tridente. A inibire al traffico intere aeree urbane, complicando la vita di cittadini e commercianti. Prima di organizzare fantasmagorici piani di viabilità e strategie di presunta vivibilità in spregio delle reali necessità dei romani, il sindaco Marino dovrebbe tamponare le falle concrete: le tante falle di una gestione che rischia di annegare nel mare di problemi in cui si limita a galleggiare…