Alfano spacca la maggioranza sull’articolo 18. Brunetta: «Se il governo lo cambia, pronti a votare sì»

Portare le modifiche all’articolo 18 nel decreto “Sbloccaitalia” in discussione al Consiglio dei ministri di fine agosto. I primi altolà all’interno del governo, del Pd e da parte dei sindacati, non hanno fatto cambiare idea ad Angelino Alfano che, a margine di un’iniziativa contro la contraffazione, ha ribadito la volontà del Ncd di ridiscutere le norme sul licenziamento. «Chiediamo che sull’articolo 18 si prendano decisioni rapide e speriamo di riuscire a convincere tutti i partner della coalizione e di governo a far sì che nel Consiglio dei ministri di fine agosto si possa realizzare questo storico obiettivo», ha chiarito Alfano, aggiungendo che «il muro dei sindacati finora ha retto, ma nell’ultimo decennio la disoccupazione è aumentata e in alcune aree del Sud quella giovanile ha superato il 50%. Invece di sperare in vecchie ricette e totem che hanno fallito, proviamone di nuove, sperando che possano funzionare».

Il Pd però ha ribadito la propria contrarietà a questa accelerazione e, con il vicesegretario Lorenzo Guerini, ha replicato che la questione lavoro «sarà affrontata con la delega che in questo momento è in discussione al Senato». «Anticipare quella discussione a strumenti che non sono propri credo sia sbagliato», ha aggiunto Guerini, al quale si sono uniti il presidente della Commissione Lavoro ed ex ministro, Cesare Damiano, e il responsabile economico del partito, Stefano Fassina. Ma se il Pd fa quadrato, all’interno del governo si differenziano le posizioni: il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, ha ricordato che «mi batto per l’abolizione dell’articolo 18 da quasi vent’anni, prima con i referendum radicali, poi con diverse proposte di legge». Quindi per l’esponente del governo, che ha lanciato l’hashtag #lavoltabuona?, «si deve cambiare in meglio il mercato del lavoro e superare l’articolo 18, dopo quasi cinquant’anni di non brillanti risultati».

E un appoggio alla proposta Alfano è arrivato anche da Renato Brunetta, che in un’intervista al Corriere della Sera ha posto le modifiche all’articolo 18 fra le misure su cui Forza Italia potrebbe sostenere il governo Renzi. «Di fronte a un dramma nazionale cercheremmo la coesione politica. Per cui, se ci fossero provvedimenti davvero utili per il Paese, sì, li voteremmo», ha detto il capogruppo azzurro alla Camera, che all’esecutivo suggerisce «una moratoria» dell’articolo 18. «Per capirci, la sospensione di tre anni per tutti i neo-assunti», ha precisato Brunetta, indicando una delle possibilità che sarebbero fra quelle contemplate da Alfano.