Aggredito da due romeni mentre era in bici: alla “Roma di Marino” non crede più nessuno

Sordo a qualsiasi protesta, chiuso nei sorrisetti soddisfatti davanti ai fotografi, qualche slogan distribuito qua e là, il tormentone sulla pedonalizzazione dei Fori. E nient’altro. Ignazio Marino, dopo mesi e mesi, non ha ancora capito che fare il sindaco di Roma significa conoscere il territorio centimetro per centimetro, periferia per periferia, senza infastidirsi se i cittadini scendono in piazza per denunciare la massiccia presenza dei campi nomadi o per lanciare l’allarme delle case occupate dai cosiddetti rifugiati. L’indifferenza produce conseguenze pesanti e le cronache di Roma s’infittiscono di episodi violenti. L’ultimo in ordine cronologico: sono finiti in manette due cittadini romeni di 19 e 39 anni, senza fissa dimora, per aver tentato di rapinare un giovane sulla pista ciclabile al quartiere “Africano”. Un’altra vicenda che lancia nuove ombre sull’azione irrilevante del Campidoglio: di sera la vittima, un 26enne, percorreva da solo la pista ciclabile dell’Aniene ed è stato bloccato dai due balordi che dopo averlo minacciato e aggredito, hanno tentato di impossessarsi del suo cellulare. Il malcapitato è riuscito a fatica a divincolarsi dandosi alla fuga e chiamando il 112. I carabinieri, avuta la descrizione completa dei rapinatori, si sono immediatamente recati presso il luogo dell’evento e, dopo una breve ricerca in zona, li hanno intercettati e arrestati. I due sono stati riconosciuti dalla vittima quali autori della tentata rapina e sono stati trattenuti in caserma in attesa del processo con il rito per direttissima. Per la vittima, fortunatamente, solo tanta paura. L’episodio non meraviglia l’associazione BiciRoma: «Purtroppo lo stato di abbandono che denunciamo da mesi genera anche situazioni di pericolo come queste che fortunatamente per il malcapitato ciclista si è risolta solo con uno spavento – si legge in un comunicato – ma questo episodio fa tornare subito a mente quanto accaduto il 17 agosto 2007 con l’aggressione che risultò fatale a Luigi Moriccioli. Purtroppo l’atmosfera lungo le piste ciclabili romane sembra esser tornata quella di allora con insediamenti abusivi e mancata manutenzione e vigilanza un po’ ovunque». L’attacco è duro: «Il sindaco Marino e il delegato alla ciclabilità Improta stanno deludendo le aspettative. Piste sporche, malmesse, senza alcuna vigilanza, da mesi chiediamo interventi ma invano – prosegue il comunicato – così come chiediamo una maggiore partecipazione per contribuire allo sviluppo della mobilità ciclistica, ma veniamo convocati per ascoltare provvedimenti presi dall’alto senza alcuna concertazione come le misure per l’intermodalità o come per la pedonalizzazione del tridente che risulterà essere l’ennesima occasione persa per dare un segnale concreto a favore della mobilità ciclistica. BiciRoma chiede al sindaco Marino di intervenire, sia come suo dovere di primo cittadino che come ciclista dichiarato, per ripristinare il giusto decoro delle piste ciclabili oggi abbandonate nella più totale incuria». Un altro urlo nel deserto. Di Marino.