A Gaza muore in un’esplosione un fotografo italiano, Simone Camilli

Un fotografo italiano che lavorava per l’Associated press è rimasto ucciso a Gaza in un’esplosione. A dare la conferma ufficiale la Farnesina. Si chiamava Simone Camilli, aveva 35 anni ed era romano. Nonostante la giovane età, Simone era considerato un veterano delle zone di guerra. Per l’agenzia video dell’Ap, aveva seguito numerosi conflitti: non solo quelli in Medio oriente ma anche la guerra in Georgia nel 2008, i tumulti nello stesso anno in occasione dell’indipendenza del Kosovo e le operazioni di recupero della Costa Concordia. Secondo le prime testimonianze l’esplosione, che ha causato la morte di altre cinque persone, tra cui un giornalista di Gaza è avvenuta durante il tentativo di disinnesco di una bomba sganciata da un F-16 israeliano su Beit Lahya, zona a nord della città. Un superstite ha raccontato di «una sorta di trappola nella bomba». Le operazioni di disinnesco dell’ordigno, che era stato trasportato in un campo di calcio lontano dalle abitazioni. erano iniziate nella prima mattinata. Una precauzione che ha salvato centinaia di altre vite, ma non quelle del reporter italiano, di un altro giornalista di Gaza e di quattro artificieri palestinesi.