262 rintocchi, commemorate le vittime di Marcinelle 58 anni dopo la tragedia

Con i 262 rintocchi della campana Maria Mater Orphanorum, accompagnati dall’appello in ordine alfabetico delle vittime, si è tenuta, al Bois du Cazier, la 58-ma commemorazione della tragedia di Marcinelle, in Belgio.
Era l’8 agosto 1966 quando persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani (di cui metà abruzzesi). Alla giornata, organizzata dal sindaco di Charleroi Paul Magnette, erano presenti, per l’Italia, il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, l’ambasciatore Alfredo Bastianelli e il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio. In passato l’ex ministro degli Italiani all’estero, Mirko Tremaglia, si recò più volte a Marcinelle per rendere omaggio alle vittime. «Marcinelle per noi italiani è il ricordo di questa tragedia dell’emigrazione, e quindi un debito morale, che diventa anche impegno politico di stare qui e di ricordare, ma anche di fare tutto il possibile per i nostri emigranti nel mondo, laddove hanno sofferto ma soffrono ancora oggi», ha dichiarato Giro. «Alla tragedia di Marcinelle è legato, purtroppo, un capitolo triste della storia dell’Abruzzo e della memoria collettiva di tutta la nostra regione. Ricordare i 60 minatori abruzzesi, quasi la metà degli italiani che persero la vita in quel disastro, è un atto doveroso e opportuno anzitutto per riflettere, come auspicato dal presidente Napolitano, sui temi del lavoro, della sicurezza nei luoghi di lavoro e dell’immigrazione», ha ricordato Paolo Tancredi, deputato abruzzese del Nuovo Centrodestra, «su questo aspetto, in particolare, gli abruzzesi emigrati in Belgio, così come in altre nazioni europee e non, hanno dato un grande esempio di rispetto e integrazione, oltre che di laboriosità e sacrificio, offrendo un contributo determinante per lo sviluppo economico e industriale di quei Paesi». Quella di Marcinelle è stata, già 58 anni fa, una tragedia europea e ricordarlo – ha concluso Tancredi – rappresenta uno stimolo ulteriore per affrontare questi temi superando i confini nazionali. L’unico modo per trovare soluzioni più adeguate e meno parziali. «Quella di Marcinelle è una tragedia che non può e non deve essere dimenticata e in questo giorno di memoria è dovere di tutti riflettere su temi di grande importanza come la sicurezza e l’immigrazione – ha commentato il segretario generale dell’Ugl, Geremia Mancini, durante il convegno dal titolo L’Uomo Carbone, organizzato a Mannoppello (Pescara) – solo mantenendo viva la nostra memoria possiamo cercare di costruire un futuro migliore imparando dagli errori, insegnando ai giovani che il passato è parte integrante della nostra cultura. Siamo noi, con le nostre scelte e le nostre decisioni, che possiamo non rendere vano il sacrificio di quei 262 persone, di cui 136 italiani.