Una rom denuncia un capotreno: «Mi ha dato uno schiaffo». E lui la querela: «Da lei minacce e insulti»

Una scena che si ripete spesso sui treni regionali, nelle metropolitane, sugli autobus, tra le proteste della gente e l’arroganza di chi pretende di fare quel che vuole. E spesso a farne le spese sono i controllori. Stavolta è accaduto in Toscana, nella famosa stazione di Santa Maria Novella a Firenze, l’ex gioiellino della città dell’arte. La polizia ferroviaria è stata costretta ad intervenire per placare gli animi di un capotreno e di una donna romena salita sul convoglio per chiedere soldi ai viaggiatori. Il finale è stato atipico: la rom ha denunciato il capotreno sostenendo di aver ricevuto uno schiaffo. E il capotreno ha querelato la rom per minacce, negando di averla colpita e sottolineando di essere stato offeso ripetutamente.  Del resto non è la prima volta che accade. Anzi, come detto, è una scena che viene replicata, specie quando i controllori si trovano in vagoni o negli autobus e devono fare i conti con i rom che non hanno pagato il biglietto. Stavolta la donna si è recata al pronto soccorso, tre giorni di prognosi. Immediata la nota delle Ferrovie dello Stato: «La donna, invitata a scendere, si è rivolta alla polfer, sostenendo di essere stata colpita al volto dal capotreno che, dopo l’intervento degli agenti, avrebbe esibito la chiave tripla (strumento per l’apertura e chiusura delle porte dei treni) davanti al volto della donna, che richiedeva l’intervento del 118. L’episodio – prosegue il comunicato – è l’ennesimo effetto del clima esasperato che da molti mesi si respira nella stazione fiorentina, per le continue minacce e pressioni nei confronti di lavoratori e passeggeri». Tutt’altra la versione dell’associazione “Nazione Rom” che subito ha parlato di «aggressione contro una donna di etnia rom». Come da copione.