Ultras di sinistra tentano di impedire gli espropri delle aree per l’Alta velocità nell’Alessandrino

Nuovi incidenti in provincia di Alessandria, nelle zone di Arquata, Serravalle e Pozzolo, dove alcune decine di estremisti di sinistra (altresì denominatisi No Tav Terzo Valico) hanno cercato di opporsi al tentativo del Cociv di effettuare le immissioni in possesso nelle aree da espropriare indicate nel
progetto: le prime tre a Libarna, dove le forze dell’ordine hanno lanciato alcuni lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Tensioni anche a Moriassi di Arquata, dove sono previsti altri espropri. Le forze dell’ordine hanno rimosso, sulla strada lungo il bosco, le piccole barricate realizzate dagli ultras con gli arbusti. Dopo alcuni minuti la situazione è tornata normale. I manifestanti si sono poi spostati verso un’altra area, dove sono previsti gli espropri. «Hanno offerto ai proprietari fino a cinque volte il prezzo di mercato dei loro terreni e delle loro case per raggiungere un accordo bonario – è l’accusa che i No Tav Terzo Valico muovono sul loro organo di informazione online – E, si badi bene, lo hanno fatto con soldi pubblici che dovrebbero essere utilizzati per scopi più nobili».
Nel frattempo restano in carcere per la loro “devastante aggressività” e perché hanno usato “violenza spinta a irreparabile micidialità” Lucio Alberti, Francesco Sala e Graziano Mazzarelli, i tre estremisti di sinistra milanesi arrestati per l’assalto dei No Tav al cantiere della Torino-Lione nel maggio 2013. È quanto hanno scritto i giudici del Tribunale del Riesame nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso venerdì, hanno respinto l’istanza di scarcerazione presentata dal loro avvocato Eugenio Losco. I tre, che sono indagati a piede libero per attentato con finalità terroristiche, devono rimanere in carcere per i reati di fabbricazione e uso di armi da guerra, danneggiamento e incendio aggravato, violenza e minaccia a pubblico ufficiale aggravati. Secondo i giudici, potrebbero reiterarli. Il Tribunale ha valutato una “rilevantissima sproporzione” tra le “manifestazioni di devastante aggressività e il contesto di conflittualità prettamente ideologica che risulterebbe essere stato all’origine di esse”. Inoltre ci sono da parte dei tre arrestati “emergenti atteggiamenti di ostentata insofferenza e totale mancanza di rispetto per l’autorità costituita, spinte a livelli di elevata e ben pianificata micidialità, spregiudicatezza ed emergente insensibilità verso le conseguenze derivabili da devastanti azioni aggressive”. I tre arrestati avrebbero una “spiccata propensione a trasgredire i comandi normativamente imposti e le prescrizioni dell’autorità”. Per lo stesso assalto sono già a processo altri quattro dell’ultrasinistra.