Texas, sul web indignazione e rabbia per la storia di Jada. Prima violentata e poi preda dei cyberbulli

La violenza sessuale di una ragazzina in Texas diventa virale sui social network. E lei scopre di essere stata vittima di un abuso dalle immagini che circolano sul web. Su Internet ne abbiamo viste di tutti i colori ma le conclusioni sono sempre le stesse, la troppa libertà sui social finisce per uccidere le vite, la serenità, la voglia di affrontare il futuro. Un anno fa una ragazzina si era tolta la vita nel Regno Unito dopo aver subito l’assalto dei cosiddetti “troll”, utenti che che diffondono offese brucianti in modo del tutto gratuito. Un caso analogo a quello di Jessica Laney di sedici anni e di tante altre ragazze ancora. Quello accaduto in Texas per fortuna ha un epilogo meno drammatico, ma solo perché Jada (si chiama così) ha preso il coraggio a due mani e ha deciso di denunciare pubblicamente quanto le era accaduto. Mostrando a tutti il suo volto e le sue lacrime. Tutto è iniziato con l’invito a una festa a casa di un compagno di classe a Houston. Lei ha accettato un bicchiere di punch. Da quel momento per lei è iniziato l’incubo: come riportano i media americani, ha perso subito conoscenza e poi capirà di essere stata drogata dalle immagini che qualche giorno dopo si è ritrovata sul web. Si è resa così conto di essere stata violentata per ben due volte: la prima fisicamente e la seconda con la trasmissioni delle immagini in Rete.  «Non avevo il controllo. Non gli ho chiesto io  di svestirmi  e farmi quello che mi hanno fatto», ha detto Jada in un’intervista alla tv locale Khou 11 News. Subito gli amici le hanno inviato messaggi per sapere se stava bene. «Ora lo sanno tutti», ha detto ancora. Le immagini la ritraevano distesa per terra, svenuta e nuda dalla vita in giù. Dopo le prime condivisioni in rete altri ragazzi di Houston, maschi e femmine, hanno iniziato a twittare immagini di loro stessi distesi per terra e molti anche senza pantaloni, nella stessa posizione che aveva Jada.  Una follia. La ragazzina, superato il primo momento di scoraggiamento e di umiliazione, ha quindi deciso di mostrarsi in pubblico e raccontare la sua storia in tv. «Non ha senso  nascondersi – ha detto – tutti hanno già visto il mio viso e il mio corpo. Ma quello non è chi sono e cosa sono». Dal canto suo, il ragazzo aggressore ha negato tutto e su Twitter ha parlato di Jada in termini volgari. Ma a favore di Jada è scattata anche una forte solidarietà. Sui social sono arrivati commenti di persone indignate e ora cercando l’hashtag #jadapose  si trovano centinaia di foto  di ragazze che hanno un’altra posa dove mostrano i muscoli. “Stay strong”  dicono attraverso gli hashtag #justiceforjada e #IamJada. Un modo chiaro per dire a tutti che bisogna stare con gli occhi aperti e quello che è successo a Jada potrebbe succedere a tutti.