«Test per la tbc a chi sta in contatto con i migranti». Una circolare del Viminale allarma la Capitale

La circolare è datata 4 luglio ed è firmata dal capo della polizia, Alessandro Pansa.  Oggetto: «Infezione tubercolare. Accertamenti nei confronti del personale della Polizia di Stato impegnato nelle attività di soccorso e assistenza migranti». Una circolare che dispone un test per la tbc «al personale che partecipa direttamente alle attività di soccorso in mare dei migranti» o che è a contatto con i migranti per servizi di «fotosegnalamento, rilievi dattilosopici, accompagnamento e scorta presso centri di accoglienza». A doversi sottoporre al test anche i 300 poliziotti dell’ufficio stranieri di Roma che ogni giorno sono a contatto con le persone richiedenti asilo o rifugiate. «Una circolare del genere – osserva il quotidiano romano Il Messaggero – non se la ricordavano da tempo, nemmeno quando circolava il pericolo Ebola. Così l’invito è stato letto come un “implicito innalzamento del rischio”. Della serie: “Perché proprio ora, solo ora il Ministero mette le mani avanti?”. Tanto che già l’80 per cento degli agenti ha aderito».

Proprio sui rischi di contagi, anche per i cittadini, si è svolto giovedì al Viminale, un incontro operativo alla presenza del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, del sindaco di Roma, Ignazio Marino, e del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro. «Un incontro da me sollecitato – ha spiegato il sindaco di Roma, Ignazio Marino, memore della sua prima professione di medico –  perché volevo conoscere i dati scientifici rispetto alle possibili variazioni di incidenza di malattia legate ai fenomeni migratori». Dopo l’incontro, sia il Viminale che il Campidoglio hanno assicurato: «Non ci sono elementi scientifici per pensare che ci sia in questo momento un pericolo» di epidemie o diffusione di malattie infettive nella Capitale a causa dei flussi migratori. Nessun timore, dunque, ma ai poliziotti che vengono in contatto con i migranti è stato consigliato di fare il test. Migranti che poi, appena arrivati a Roma, scappano per diventare clandestini. Sabato ne sono spariti cento in una volta sola da un centro di accoglienza del VI Municipio. Erano sbarcati da pochi giorni sulle nostre coste e la Marina militare italiana li aveva dirottati “provvisoriamente” nella Capitale. Lo stesso era successo con i sopravvissuti a un altro naufragio davanti alle coste di Lampedusa. Molti di loro vengono ospitati a Roma, ma poi scappano dopo pochi giorni, talvolta per essere arruolati dalla criminalità organizzata. Intanto sul web, infuria la polemica per i test anti-Tbc promossi dal Viminale. Allarmismo, si spera, ingiustificato. Altrimenti il test andrebbe fatto fare a tuti i cittadini che ogni giorno vengono in contatto con i migranti.