Striscia di Gaza, cresce la conta di morti e feriti tra i palestinesi. Altra vittima israeliana colpita da un razzo di Hamas

I numeri sono numeri, e sono davvero impressionanti. Già 321 i morti e 2270 i feriti palestinesi dall’avvio delle ostilità con Israele nella Striscia. Un bilancio aggiornato delle vittime palestinesi a Gaza reso noto dall’agenzia di stampa al-Ray, vicina al movimento di Hamas. Sul versante opposto, da registrare che un civile israeliano e’ stato ucciso da un razzo di Hamas sparato da Gaza ed esploso in un insediamento di beduini nel Neghev. Notizia diramata dalla tv israeliana Canale 10. E’ la seconda vittima israeliana dall’inizio delle operazioni. Il portavoce militare dell’esercito di Gerusalemme ha spiegato che sono stati oltre 2.300 gli ”obiettivi terroristici” colpiti a Gaza dagli israeliani dall’inizio dell’operazione ‘Margine protettivo’. Il  portavoce militare ha poi  spiegato che 1.137 di questi sono stati diretti contro le strutture di lancio dei razzi, 92 su basi di addestramento e accampamenti di militanti, 52 su depositi di armi e 270 su tunnel «usati per intenti terroristici». I soldati israeliani hanno ucciso ”un terrorista” che ha cercato di infiltrarsi in territorio israeliano dalla Striscia. Secondo la Radio militare, che ha dato la notizia,  l’obiettivo era quello di «fare una strage in un villaggio di frontiera israeliano». Nel conflitto a fuoco scaturito anche due soldati sarebbero stati feriti. Una notizia che è stata confermata anche dal ministro della sicurezza interna Yitzhak Aharonovich secondo il quale «ci sono state scontri con i terroristi sulla barriera di confine». Del resto, l’ala militare di Hamas aveva poco prima annunciato che suoi militanti erano impegnati in scambio di colpi di fuoco con l’esercito israeliano «dietro le linee nemiche». Non si ferma, nel mentre, la pioggia di razzi sullo stato ebraico. Sino ad ora sono stati ben 1663 i razzi lanciati da Gaza su Israele dall’inizio delle ostilità. Lo stesso portavoce militare ha spiegato che circa 1,247 sono caduti nel sud, nel centro e nel nord del paese, mentre 346 sono stati intercettati dall’Iron Dome. Dei 160 razzi tirati dalla Striscia dall’avvio dell’operazione terrestre, il 33% è partito dal nord, il 24% da Gaza city, il 24% dal distretto di Deir al-Balah nel centro, il 10% da Khan Yunis nel sud e l’8% da Rafah, ancora più a sud. Insomma ancora e sempre guerra, con una tregua che è sulla bocca di tutti ma che in realtà non è all’orizzonte. Anche perché il capo politico di Hamas Khaled Meshal – citato dal quotidiano progressista israeliano Haaretz – ha detto che il suo movimento non accettera’ una tregua fino a che Israele non toglierà il blocco imposto a Gaza e non libererà i detenuti palestinesi riarrestati dopo essere stati liberati nello scambio per i rilascio del soldato Gilad Shalit. Hamas – sempre secondo Haaretz – vuole che l’Egitto mostri «flessibilità» nell’apertura del valico di Rafah con la Striscia.