Stazioni ostaggio dei Rom. Firenze adotta la linea dura. E Roma che fa?

Firenze prosegue con la linea dura nei confronti dei rom, che di fatto tengono in “ostaggio” la stazione di Santa Maria Novella con borseggi e attività abusiva di facchinaggio. Nei giorni scorsi nei confronti di 12 persone, di età compresa tra i 19 e i 40 anni, è stato emesso un provvedimento di divieto di dimora nel territorio del Comune. Sono stati cacciati dalla città. La misura fa seguito a un’altra stretta sui controlli, quella con cui il Comitato per l’ordine e la sicurezza aveva fatto transennare i binari dell’Alta velocità per impedire l’accesso di chi non era provvisto di biglietto e aveva disposto una presenza massiccia di agenti della Polfer in stazione. L’azione intrapresa dalle autorità locali concede una boccata d’ossigeno al primo snodo fiorentino, ma rappresenta una minaccia molto concreta per le altre città. Secondo i primi riscontri, diversi rom si sarebbero già spostati da Firenze a Roma. Ma anche a Termini la situazione è insostenibile da tempo, come dimostrano i ripetuti allarmi di cittadini, lavoratori e associazioni di categoria. L’ultimo è quello di Confesercenti e Federalberghi, che dopo l’ennesima aggressione di rom subita in stazione da due turiste – in questo caso giapponesi – hanno diffuso una nota per denunciare lo stato di degrado in cui versano i monumenti, le strade, le stazioni, «invasi da rom, barboni, parcheggiatori e guide turistiche abusive». «Proviamo rabbia – hanno fatto sapere – per l’inefficienza dell’amministrazione e l’inefficienza delle leggi statali nel tutelare il più bel patrimonio del mondo». All’indomani di questa presa di posizione la Questura di Roma ha fatto sapere che, nei pressi di Termini, una persona è stata arrestata, 48 sono state denunciate, di cui tre per abbandono di minore, e 220 sono state controllate, fra le quali 52 minorenni. «Il servizio è finalizzato a contrastare i fenomeni di microcriminalità di cui spesso si rendono autori gruppi di giovani di etnia rom e sinti e di cui sono vittime pendolari e turisti», ha spiegato via Genova, assicurando che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni.

Ma cosa succede dopo i controlli? Per lo più nulla e, non a caso, le persone controllate – come ammettono le stesse forze di polizia – hanno alle spalle una lunghissima carriera di precedenti specifici. Li avevano molti dei quasi trencento, tutti romeni, su cui sono stati fatti accertamenti a Roma. Li avevano tutti i 12 espulsi (e non solo loro) da Firenze. La Polfer fiorentina ha riscontrato i reati di estorsioni, furto, violenza, manacce e resistenza a pubblico ufficiale e ricostruito l’esistenza di un gruppo organizzato che gestiva l’accattonaggio, anche aggredendo gli altri mendicanti e minacciando, anche di morte, gli addetti delle Ferrovie e gli agenti di polizia. Per questo la Procura aveva chiesto il riconoscimento del reato di associazione per delinquere e la misura della custodia cautelare in carcere, che invece è stata rigettata dal gip, il quale ha preferito optare per il divieto di dimora. Di fatto, scegliendo di “delocalizzare” il problema. Che così andrà a incidere su un’altra città. Per questo, fra le diverse segnalazioni di Confesercenti e Federalberghi quella che coglie maggiormente nel segno è quella sull’assenza di una strategia e di leggi adeguate a livello nazionale.