Stazione Termini abbandonata ai Rom, tutti contro Marino. Il “Secolo” diede l’allarme a novembre

«Mai alla stazione Termini». «Attenzione, zona pericolosa». Prima ancora di arrivare a Roma molti turisti provenienti da ogni parte del mondo, ma soprattutto americani e giapponesi, si scambiano informazioni, anche sul web, sulla pericolosità del principale scalo ferroviario della Capitale, regno incontrastato di bande di rom (quelli che Marino ha tanto coccolato prima, durante e dopo la sua campagna elettorale) che scorrazzano in lungo in largo e di ladruncoli di ogni genere. In molti hanno pagato a caro prezzo l’arrivo o la partenza da quella bolgia infernale che non perdona i distratti, gli inconsapevoli, gli ingenui e chi purtroppo incautamente si fida del primo venuto che offre servizi di facchinaggio in cambio di pochi spiccioli. Alla Stazione Termini la metà delle telecamere non funziona e le giovani rom non sembrano per nulla intimidite dalla presenza delle divise. Appena ne vedono qualcuna passare si dileguano per poi comparire un attimo dopo per concludere ciò che avevano appena iniziato. Il quadro di quello che sta accadendo in questi giorni di calura e di grande afflusso di turisti e di pendolari è descritto con sapiente dovizia di particolari da molti quotidiani nazionali. Il Secolo d’Italia aveva denunciato il problema fin dallo scorso novembre («I rom padroni di Roma. Alla Stazione Termini: Tu chiami i carabinieri? Io vengo a casa tua…»). “Cronaca quotidiana di zingari in azione. Rubano, scippano e minacciano – scrivevamo solo pochi mesi fa –  A Roma, grazie alle coccole di Ignazio Marino, fanno il bello e il cattivo tempo. Non si limitano a sfilare il portafoglio al distratto turista che transita alla stazione Termini – e già su questo punto ci sarebbe molto da dire – ma braccano le persone, le seguono e le intimidiscono se queste si rifiutano di soddisfare le loro richieste. E tutto ciò accade sotto gli occhi di impotenti controllori Atac e poliziotti”.
Il cliché è sempre lo stesso, a novembre come a luglio. Repubblica scrive che dalle obliteratrici ai bagagli da muovere il taglieggiamento è continuo. «Ogni giorno se ne inventano  una», spiega sconsolata una delle dipendenti  delle edicole interne alla stazione». Gli ambulanti ci  tolgono clienti e poi ci sono i mendicanti. La scorsa settimana  una ragazzina si è presentata qui con un paio  di turisti americani. Quelli hanno comprato due biglietti  e spesso 33 euro. Hanno pagato con una banconota da 50 euro e sono stati costretti a lasciare i 17 euro di resto  alla piccola rom…. In una giornata mettono insieme anche più di 200 euro». Che in mese fanno seimila euro. Il Giornale in un reportage denuncia che il suo cronista  è stato minacciato perché voleva documentare quello che accade a Roma Termini. E poi parla dei controlli. «C’è la polizia. Effettivamente le giovani rom non gradiscono le divise. Ma è come cacciare le mosche con le mani… Le guardie della vigilanza non sono una minaccia, invece. Con le rom scherzano col piglio cameratesco di chi condivide il luogo di lavoro e quindi è costretto  ad andare  in qualche modo d’accordo». Quadro non certo edificante. Ma Ignazio Marino dov’è?