“Sos cassa integrazione”, corteo a Roma contro il governo: in fondi sono finiti, le promesse ancora no

Sos ammortizzatori sociali. Altro che rivoluzione renziana, i sindacati sono sul piede di guerra per il pasticciaccio brutto del governo su patti in deroga. Palazzo Chigi esibisce una imminente grande riforma è nel frattempo, lascia per strada migliaia di persone. Non credono all’impegno del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti che dai microfoni di Radio Anch’io ha assicurato che la prossima settimana nel Consiglio dei ministri «sarà la copertura del fabbisogno che abbiamo nel 2014″, osserva Poletti ricordando di aver messo a posto i conti». Ieri è stato  Luigi Angeletti, numero uno della Uil, a puntare i riflettori sul rifinanziamento per tutto il 2014 della Cig in deroga («deve essere finanziata per tutto il tempo che sarà necessario e per tutte le persone che ne hanno diritto, secondo la legge») oggi Susanna Camusso ha rotto gli indugi partecipando al sit in davanti a Montecitorio. «Il caso Alitalia può diventare un precedente: se non ci sono gli ammortizzatori per ricollocare i lavoratori è un modo di rassegnarsi che l’unica strada è la riduzione del lavoro», ha detto la leader della Cgil, «i lavoratori stanno votando, mi pare invece che il Cda di Alitalia abbia problemi da risolvere al suo interno, anche per l’atteggiamento delle banche. Noi ci attendiamo che si assumano le loro responsabilità perché ai lavoratori è già stato chiesto un grande sacrificio». L’azienda – ha aggiunto – deve smettere di utilizzare rapporto con sindacato e scelte del sindacato come arma rispetto agli accordi da fare, «c’è un uso strumentale: c’è tanta concentrazione sui temi del salario e invece ci sono molti esuberi di lavoratori senza prospettive». Conti alla mano le risorse necessarie per la Cig in deroga sono – ha spiegato la Camusso –«altri 200 milioni di euro, destinati a Sardegna e Calabria, oltre ai 400 già stanziati per il 2013 e un miliardo per il 2014». L’intervento più semplice per trovare i soldi «è intervenire sulle consulenze pubbliche: dirottiamole direttamente a Cig in deroga, sarebbero più di quelle che necessarie. Poletti ci dice non possiamo liberare risorse perché aumenta il debito pubblico ma aumenta anche se non c’è lavoro, facciamolo aumentare dando lavoro alle persone». Che il governo trovi le risorse per il 2014 – è l’appello-ultimatum – ma anche che si creino regole chiare sugli ammortizzatori perché con l’incertezza «facciamo scegliere a migliaia di aziende di licenziare invece di scegliere ammortizzatori in deroga, l’incertezza non è mai positiva».  Contestando gli impegni del ministro il sindacato più grande d’Italia si fa sentire: «Il governo deve agire ora, mille giorni sono troppi per chi non riceve l’assegno della cassa integrazione, invece di discutere solo di grandi riforme e fare ogni giorno un annuncio, faccia ogni giorno un provvedimento concreto, a cominciare dalle opere pubbliche. L’appuntamento è rinviato al Consiglio dei ministri di domani.