«Siete falsi e ipocriti». Salta l’incontro sulle riforme e Grillo si scaglia contro Renzi

Tornano a volare parole grosse tra Grillo e il Pd  di Renzi dopo che è saltato l’incontro programmato sulla riforma elettorale. Hanno portato  questa “farsa all’estrema conseguenza”, sbotta il capo del Movimento Cinquestelle nel messaggio audio pubblicato sul blog. E va giù pesante. “Sono anche dei vigliacchi”, dice, perché “non hanno il coraggio di dire: guardate con voi non parliamo più”. E se qualcuno tra i parlamentari pentastellati  dovesse ancora nutrire  qualche speranza sulla possibile ripresa del dialogo, non avrebbe via di scampo. “Abbraccio anche i ragazzi che si sono fatti prendere in giro da questi falsi e ipocriti”, concede l’ex comico, ma proprio non  ci sta al rinvio per mancanza di firma in calce ad un documento che fissi esattamente i punti di convergenza. “Abbiamo pubblicato sul Corriere, sul blog, che otto punti siamo disposti a concedere e  a fare, dopodiché noi non concediamo più un millimetro”, spiega, annunciando una opposizione molto più dura a Renzi, che definisce “ebetone pericolosissimo, molto sottovalutato anche da me”. Occorre contrastare un percorso “verso una grande criminalità organizzata di stampo democratico”. Insomma, bando ad ogni confronto con “gente falsa e ipocrita”. Al Grillo furioso la risposta di Renzi  arriva, more solito, via Twitter. “Io sono un ebetismo, dice Beppe, ma almeno voi avete capito quali sono gli 8 punti su cui M5S è pronto a votare con noi? Pochechiacchiere”,  punzecchia il premier cui fanno eco i commenti  del suo entourage . La deputata europea del Pd, Alessandra Moretti, accusa i grillini di “atteggiamento schizofrenico”. Andrea Martella, vicecapogruppo del Pd alla Camera, parla di “accuse inaccettabili che cercano di chiudere qualsiasi spiraglio rispetto alle aperture di Di Maio e degli altri esponenti M5S”.  Per l’eurodeputata Bonafè  si è “svelato il grande bluff di Grillo: rimanda i suoi parlamentari sul tetto”. Insomma, è un fiorire di accuse reciproche, con toni che tendono a salire. E’ la dimostrazione plastica della incomunicabilità tra due forze politiche che pure qualche giorno fa caldeggiavano l’idea di un confronto positivo su un tema delicato quale quello della riforma elettorale. E’  l’anticipazione di quel che accadrà nei prossimi giorni. Tra le invettive di Grillo e i maldipancia che agitano la maggioranza, l’estate si presenta infuocata.