Senza problemi la prima notte della Concordia a Genova. Si cerca l’ultimo cadavere

Ha passato la prima notte in porto a Genova senza problemi di sorta la Concordia. Assicurata alla banchina della diga foranea del porto di Prà Voltri, è controllata a vista dagli addetti alla sicurezza e ora è oggetto delle valutazioni dei tecnici che devono organizzare le operazioni di smaltimento. Il relitto è ancora al centro delle attenzioni mediatiche con numerose troupe televisive e cronisti che sono presenti sulla banchina al terminal di Voltri. Il presidente del porto Luigi Merlo ha effettuato un sopralluogo per verificare la situazione. I primi interventi riguardano la messa in posa delle panne sottomarine per proteggere l’area da eventuali svernamenti in mare da parte del relitto. I tecnici delle aziende San Giorgio e Saipem, che hanno acquistato lo scafo, hanno già iniziato a esaminare la nave per progettare le passerelle pedonali e quelle per le merci necessarie a collegare il relitto alla banchina per sbarcare tutto ciò che si trova a bordo. I lavori veri e propri a bordo di Concordia cominceranno tra 10-15 giorni. Prima saranno compiute le operazioni di ricerca del disperso, il cameriere indiano Russel Rebello.
Il salvage master dell’operazione Concordia, Nick Sloane, torna sul recupero del relitto e, intervistato da “Repubblica” e in un colloquio con “La Stampa”, ripercorre il suo lavoro al Giglio e il viaggio per portare il relitto a Genova. «L’inverno scorso – dice al quotidiano diretto da Ezio Mauro – ero preoccupato per i temporali, temevo che la nave si girasse, sarebbe stato un grosso guaio». E alla domanda se abbia mai pensato di perdere la sfida della Concordia risponde: «In realtà erano due, le sfide»; la prima «è stata trovare l’esatta posizione per la piattaforma che avrebbe dovuto mettere Concordia nella giusta posizione. E poi nessuno era contento, il morale era molto basso». La seconda sfida? «Per posizionare i galleggianti abbiamo creato una specie di guscio, che lasciava
la prua della nave libera, ma gli scogli erano lì a pochissima distanza e tutti pensavano non fosse possibile farcela». Ha conosciuto il premier? «No – risponde Sloane – mister Renzi mi ha chiamato al telefono, era molto soddisfatto, non pensava quasi fosse possibile un’impresa del genere. L’ aver riportato la nave a Genova – continua Sloane nel colloquio con il quotidiano torinese – per me è la fine della saga della Concordia. Adesso me ne andrò a casa per stare con la mia
famiglia». Il Giglio? «Sarà bello tornarci e fare due tuffi. E magari dare un’occhiata alle nostre piattaforme, laggiù in fondo al mare».