Senato elettivo, Renzi non cede e minaccia i frondisti: si fa come dico io

Adotta la linea dura sulle riforme Matteo Renzi. Il bicameralismo va cambiato nella direzione che lui gli vuole imprimere e, se la fronda interna al Pd non si placa, allora potrebbe saltare anche la gestione unitaria del partito. Il nuovo Senato non dovrà essere elettivo. Nessun cedimento. “Chi è più rappresentativo – avrebbe detto Renzi – Mineo e Minzolini o un consigliere regionale? In realtà dietro il nodo della elettività si nasconde soltanto il tentativo di tenere in piedi un sistema di potere, di lasciare intatta la forza attuale dei senatori…”. Due nomi citati non a caso, visto che si tratta dei portabandiera di un asse trasversale Pd-Forza Italia con lo scopo di sabotare il progetto di riforma che arriva in aula mercoledì.

Richiama tutti all’unità il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini: “Il tavolo delle riforme va tenuto insieme, nessuno lo faccia saltare, i dissidenti dem non si possono sfilare”. Guerini, intervistato da Repubblica, difende l’impianto del nuovo Senato e dell’Italicum. Sono “in linea – dice – con quello che il Pd ha detto in questi anni” e “nell’interesse del paese”. Fissati i paletti, certo, “possono esserci cambiamenti e si possono costruire convergenze più larghe”. Ai dissidenti e agli scettici nel suo partito Guerini dice: “Portiamo a compimento la trasformazione del Senato. Sulle soglie si possono fare modifiche. Approfondiremo sul rapporto tra eletti e elettori, sapendo però che l’Italicum prevede collegi plurinominali molto piccoli che garantiscono quella ‘conoscibilità’ richiesta dalla Consulta. Sull’Italicum ragiorneremo e ci confronteremo”, ma con la premessa che “i cambiamenti vanno apportati con l’accordo delle forze della maggioranza e con Forza Italia, ovvero di tutti i contraenti del patto del Nazareno”. Infine, Guerini risponde a Bersani sul ‘Grande Nominatore’: “Forse non pensava a Renzi con quella definizione… Il Pd è un partito che riunisce i suoi organismi democratici e in questi mesi di segreteria renziana con maggiore frequenza rispetto al passato”.