Scandalo Mose: arrestato per corruzione Marco Milanese, l’ex braccio destro di Tremonti

Marco Milanese, in passato consulente dell’ex ministro Tremonti e già coinvolto in altre vicende giudiziarie, è stato arrestato per corruzione dalla Guardia di Finanza nell’inchiesta Mose. La decisione del Gip Alberto Scaramuzza per l’arresto di Milanese è dovuta ai recenti sviluppi dell’inchiesta Mose che hanno fatto emergere «sussistenti motivi di urgenza a provvedere». La richiesta della Procura veneziana – nell’indagine condotta dai Pm StefanoBuccini, Paola Tonini e Stefano Ancillotto – era stata avanzata al Gip il 10 giugno scorso. Un mese fa era scoppiato il “caso” Mose che, tra carcere e domiciliari, aveva portato all’arresto di 35 persone per vari reati legati alla realizzazione dell’opera a difesa di Venezia dalle acque alte eccezionali. Milanese era finito nell’inchiesta per l’accusa di aver ricevuto 500mila euro nel 2010 dal Consorzio Venezia Nuova, guidato dall’allora presidente Giovanni Mazzacurati, per fare in modo che il Cipe snellisse le pratiche per finanziare la continuazione della realizzazione dell’opera. Il denaro – secondo gli inquirenti – sarebbe stato consegnato a Milanese, consigliere politico dell’allora ministro all’Economia Giulio Tremonti, tra l’aprile e il giugno del 2010, al fine di accedere ai finanziamenti del Cipe per realizzare parte del Mose.  Secondo l’accusa, il Cvn avrebbe pagato Milanese attraverso Roberto Meneguzzo, patron della vicentina Palladio finanziaria. La dazione sarebbe avvenuta a Milano e per questo gli atti relativi a Meneguzzo sono stati trasferiti dal Tribunale del Riesame di Venezia in Lombardia per competenza territoriale. Il gip ha anche emesso, a carico di Milanese, un decreto di sequestro preventivo per 500mila euro, ovvero il corrispettivo della presunta dazione ricevuta dagli ex vertici del Cvn.