Salta la riunione dei gruppi parlamentari sulle riforme e torna la tensione in Forza Italia

È sempre tesa la situazione in Forza Italia. La paura che Renzi possa decidere di andare al voto una volta approvato l’Italicum è fortissima tra gli “azzurri”. Da qui la frenata di molti parlamentari sulle riforme, a cominciare da quella – molto controversa – sul Senato. L’argomento è stato oggetto di un acceso dibattito una settimana fa. Dibattito chiuso da Berlusconi con la promessa di aggiornarlo ad otto giorni. Di quell’impegno ora non c’è traccia e l’unico incontro allo stato previsto è quello di domani dei senatori. Una battuta d’arresto che ha immediatamente rimesso in circolo malumori e distinguo.

Il primo ad evidenziare il malpancismo dei forzisti è Raffaele Fitto,  cui guarda con maggiore apprensione l’entourage di Palazzo Grazioli, soprattutto dopo l’infruttuoso incontro tra lui e Verdini, per l’occasione ambasciatore del Cavaliere sulle riforme: “La rilevanza dei temi in campo – ha spiegato Fitto – suggerisce di proseguire e approfondire la discussione: mi parrebbe una scelta politica ragionevole e seria”. Gli fa eco l’ex-An Maurizio Bianconi, per il quale “non riunirci rappresenterebbe invece un grosso errore politico”.  A suo giudizio, “essere complici di una riforma che prevede un Senato non elettivo, fortemente voluto da Renzi ad ogni costo e contro ogni parere anche del più benevolo dei costituzionalisti, non porterà di certo il centrodestra a considerarsi padre della Patria insieme al presidente del Consiglio. Riforma del Senato più Italicum uguale elezioni massimo fra dieci mesi, cioè prima che a Renzi sia chiesto di pagare il conto dal popolo per le sue bugie e le sue millanterie”.

Un appello a non dividersi sulle riforme arriva invece da Daniela Santanchè, reduce da un polemico botta e risposta con Francesca Pascale innescato dalla decisione della compagna del Cavaliere di iscriversi all’Arcigay: “Se oggi qualcuno vuole far saltare le riforme – ha detto nel corso della puntata di Omnibus su La7 – e non è Berlusconi e la maggioranza di Forza Italia, se ne deve assumere le responsabilità, perché gli italiani non capirebbero. Berlusconi ha dato la sua parola e si è speso su questo è deve tener fede al patto. Se uno facesse saltare le riforme poi dovremmo fare un’analisi che è quella di cosa dire alla nostra gente. Io personalmente voterò le riforme alla Camera”.

A difendere, infine, l’intesa con Renzi è Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia: “Sulle regole del gioco – ha dichiarato – le maggioranze non sono quelle di governo, ma più ampie sono e meglio è”. Per poi assicurare che “noi vogliamo essere alternativi e vincenti al centrosinistra”.