Sacchi lascia l’incarico di ct delle Nazionali giovanili: «Mi ha battuto lo stress»

«Con dispiacere lascio un incarico cui tengo molto. Però ho un avversario terribile, che sono riuscito a governare per 22-23 anni, e che alla fine però sta
vincendo, ed è lo stress». Sono le parole con cui Arrigo Sacchi ha motivato la decisione di non rinnovare il rapporto con la Federcalcio in qualità di coordinatore tecnico delle Nazionali giovanili (dall’under 21 all’under 16). Il contratto dell’ex ct azzurro, siglato nell’agosto del 2010, scade il 31 luglio. Nella conferenza stampa indetta in Federcalcio a Roma, Sacchi ha aggiunto che a pesare, nella scelta di lasciare l’incarico, oltre allo stress ci sono state anche valutazioni di carattere familiare e personale: «Ho avvisato la Figc già da un anno che a fine mandato avrei lasciato. Non sono stato un bravo padre, ho trascurato mia figlia, e non voglio fare lo stesso con la nipotina nata da poco. E poi non sono più un giovanotto, il mio recupero è più lento. Abbiamo lavorato molto in questi quattro anni, cercando di dare a questi ragazzi una mentalità e una dimensione internazionale, aumentando del 30-35% le partite – ha spiegato Sacchi – In una nazione che non crede nei giovani dobbiamo ringraziare la Federazione per gli sforzi fatti». La conferenza è stata aperta dalle parole del direttore generale della Figc, Antonello Valentini: «Siamo qui perché scade il contatto di Arrigo, per noi è stato un aiuto fondamentale per far rinascere il sistema delle Nazionali giovanili. Ha deciso di lasciare l’incarico a fine mandato, nonostante le nostre insistenze. Speriamo che in futuro possa ripensarci».