Romano ferito alla stazione di Napoli, la Digos è scettica sulla pista della vendetta ultrà

Nessuna rivalità tra tifosi napoletani e romani. La Digos esclude che il ferimento del romano, avvenuto martedì nel capoluogo partenopeo, rappresenti una nuova tappa nella escalation di tensione tra tifosi del Napoli e della Roma dopo i disordini per la finale di Coppa Italia e la morte di Ciro Esposito. Il ferito – medicato ieri in ospedale e poi dimesso con prognosi di cinque giorni – aveva detto ai medici di essere stato aggredito nei pressi della stazione ferroviaria di piazza Garibaldi da un gruppo di persone che lo avevano preso di mira sentendolo parlare con accento capitolino, e che ferendolo avrebbero detto “questo è per Ciro”, in riferimento alla morte di Ciro Esposito, il tifoso azzurro colpito gravemente fuori dello stadio Olimpico e morto dopo una lunga agonia. Ma gli elementi raccolti finora dagli investigatori partenopei smentiscono questa versione, a cominciare dal luogo del ferimento, che non è avvenuto a piazza Garibaldi. Si sa che R.P. era in compagnia di un amico e non si esclude che il taglio – lieve, tra l’anca e la coscia sinistra – possa essere stato provocato da cause accidentali o collegato a un diverbio di natura personale. L’esatta dinamica verrà ricostruita dagli investigatori ascoltando il diretto interessato. R.P. si trova a Roma, e dovrà essere sentito dagli investigatori della capitale. Inoltre il giovane romano non ha presentato denuncia. La notizia in un primo momento ha creato allarme perché l’episodio ha richiamato quanto accaduto dieci giorni fa, quando in un vicolo del centro storico di Napoli è stato accoltellato – al gluteo, prognosi dieci giorni – un giovane di 25 anni, romano e romanista, che lavora in città come aiuto cuoco in un noto hotel. Alla polizia aveva riferito l’epiteto del suo aggressore, “sporco romano”, che ha fatto il giro del web e riacceso le tensioni. Vicenda su cui le indagini della Digos sono ancora in corso, ma che secondo gli elementi raccolti finora potrebbe essere collegata a dissidi sorti nell’ambiente lavorativo.